Duplice omicidio per uno sgarro ergastolo per il mandante ei killer

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"Sono certo però che è mia responsabilità", ha concluso. Come faccio a chiedere perdono se io stesso non mi perdono. In primo grado Paduano era stato condannato all'ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla minorata difesa, e poi di stalking e distruzione di cadavere. Il giovane ha continuato dicendo che più volte ha cercato di "dare un senso a un gesto che un senso non ha".

Vincenzo Paduano non ha confessato subito di aver ucciso l'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio.

Paduano era confuso: "Vorrei poter dare spiegazioni ma non ho ricordi di quella notte". Dopo averla uccisa, Paduano ne ha dato alla fiamme il corpo. L'alcol che aveva versato in macchina e gli indumenti della ragazza già sporchi avevano portato al compimento della triste morte della ragazza.

Per la pubblica accusa, non ci sono dubbi: "Paduano ha strangolato Sara per cinque minuti, avrebbe potuto recedere, ma non l'ha fatto".

Ha optato per una pena ridotta rispetto al primo grado di giudizio la corte d'assise d'appello di Roma, rifiutando la richiesta della Procura Generale e del pm applicato Gabriella Fazi di confermare la sentenza. Vincenzo voleva solo danneggiare l'auto del nuovo fidanzato di Sara.

IL DELITTO - La sera dell'omicidio Paduano, che faceva la guardia giurata in una portineria poco distante dal luogo del delitto, si era appostato con l'auto sotto casa del nuovo ragazzo della 22enne. Lui in un sms le scrive: "ti farò soffrire come tu stai facendo soffrire me". Per l'accusa questa vicenda, "nulla ha a che fare con la gelosia, non è stata gelosia, ma la perdita del potere di dominio, il rifiuto di Sara di soggiacere alla volontà di Paduano". "Non immaginate quanto mi vergogno per ciò che ho fatto". Per i giudici non vi è alcun dubbio che siano loro i responsabili del duplice omicidio che esattamente tre anni fa insanguinò Fratte, lasciando sull'asfalto i corpi di Antonio Procida, 41 anni, e del 38enne Angelo Rinaldi. Secondo il pm Fazi "il comportamento di Paduano è quello di chi vuole fare tabula rasa, uccidere una persona, non quello di un incontro casuale o di un'innocua discussione". Alle 5 del mattino, dopo una segnalazione per l'auto in fiamme, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno trovato a duecento metri dai resti del veicolo bruciato, il corpo semicarbonizzato di Sara.

Fu un delitto commesso per mantenere "il controllo del territorio ed assicurarsi il predominio criminale", ha detto nella requisitoria il pubblico ministero Silvio Marco Guarriello.