Renzi: se si vota presto il nostro leader sarà Gentiloni

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"Ecco perché la politica dei due forni è fallita: mentre noi pensavamo che tenere aperti i due fronti agevolasse il dialogo fungendo da spauracchio, Renzi e Salvini si rassicuravano tra di loro in barba al governo del Paese". Così Renzi a "Di martedì", su La7.

Ho letto tutto e tutti e con solita sincerità dico che sono esterrefatto di come i dirigenti ed i militanti Pd siano quasi tutti tifosi, anzitutto di se stessi. "Qualora venisse scelto luglio sarebbe un voto di giudizio verso le responsabilità dei singoli partiti - sostiene Pessato - Al contrario, se si votasse in autunno, con un esecutivo che anche se per pochi mesiavrà comunque dovuto affrontare con l'Europa questioni importanti comequella dei migranti, allora sarebbe più probabile un voto che premi i singoli operati". Ma per essi invece è solo un sentito dire.

Un nuovo caso agita il M5s e le forze dell'ordine italiane. Ciò che più colpisce della loro biografia successiva è una triade di elementi comuni: innanzi tutto nessuno dei tre si è mai impegnato in una qualche attività precisa e in modo continuativo ( tutti e tre hanno fatto una serie di finti lavori o lavoretti più o meno temporanei ).

C'è ancora una caratteristica in comune tra i tre leader.

Secondo Renzi, "questi partiti che hanno vinto le elezioni hanno perso il post elezioni perché hanno fatto un sacco di promesse irrealizzabili".

I frutti di tali itinerari biografici li abbiamo sotto gli occhi. Il primo è che per i nostri tre leader - e dunque per l'intero mondo politico, visto che essi ne rappresentano più dei due terzi - le forme del comunicare sembrano di gran lunga più importanti dei contenuti. E c'e' chi si spinge a ipotizzare la possibilita' di riprendere le liste presentate per il voto del 4 marzo, "al netto di chi rinuncia", e ripresentarle. Non conta quali dei due si coalizzino. Altri fanno finta di non vedere quello che è successo. E naturalmente induce a credere che alla fin fine i discorsi siano un' inutile perdita di tempo. E poi, sul governo definito "neutrale" da Mattarella: "Un governo non può mai essere neutrale, perché si dovranno fare delle scelte". Ma c'e' da vincere le resistenze dello stesso Gentiloni. Solo in Italia, ad esempio, tra i maggiori Paesi del continente, la comunicazione politica e la discussione pubblica che si svolgono in tv hanno come regola interventi non più lunghi di 45 secondi in uno studio con anche cinque o sei persone che parlano contemporaneamente tra gli incongrui battimani di un pubblico che applaude qualsiasi cosa.