Raid israeliano in Siria, colpito un deposito di armi: 9 morti

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Nella serata di martedì 8 maggio 2018 le forze armate di Israele hanno condotto un raid missilistico contro una base militare siriana vicino a Damasco, nel distretto di Kissweh. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui le vittime potrebbero essere guardie iraniane rivoluzionarie o miliziani fedeli a Teheran. Il 9 aprile, dei missili sono stati sparati nella base militare T-4 nella provincia centrale di Homs, uccidendo 14 combattenti, inclusi sette iraniani, due giorni dopo un presunto attacco chimico da parte del regime siriano. La tv di Stato di Damasco ha riferito di alcuni jet israeliani entrati nello spazio aereo siriano e la difesa antiaerea ha distrutto due missili.

Negli ultimi giorni sono volate parole grosse tra Israele e Siria, con il governo israeliano che è arrivato a minacciare di uccidere il dittatore siriano Bashar al-Assad se "continuerà a permettere all'Iran di operare all'interno della Siria", le parole del ministro dell'Energia Yuval Steinitz ai microfoni di Ynet.

L'esercito israeliano ha dato istruzione alle autorità pubbliche delle Alture del Golan (nel nord del Paese) di aprire i rifugi e di tenerli pronti per la popolazione "a causa di irregolari attività delle forze iraniane in Siria".

L'esercito israeliano ha successivamente confermato la propria responsabilità.