Istat: in aumento la povertà assoluta

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Roma, 9 mag. (AdnKronos) - "Per il 2017, il quadro fornito dagli indicatori di benessere mostra diffusi miglioramenti, associati tuttavia all'aggravamento di alcune criticita' soprattutto sul fronte della disuguaglianza e della poverta' assoluta". "La ripresa dell'inflazione nel 2017 spiega circa la meta' (tre decimi di punto percentuale) dell'incremento dell'incidenza della poverta' assoluta", osserva l'Istat.

Sono 5 milioni gli italiani in povertà assoluta mentre le famiglie con tutti i membri in cerca di occupazione superano il milione. Lo afferma il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell'audizione sul Def nelle commissioni speciali di Camera e Senato. Dal punto di vista territoriale, i dati provvisori mostrano aumenti nel Mezzogiorno e nel Nord, e una diminuzione al Centro.

Troppi cittadini in condizioni di preoccupante bisogno, fra i quali si annovera un numero enorme di cittadini che cercano un lavoro ma che non hanno alcun reddito da lavoro e proprio per questo sono necessarie misure urgenti, per contrastare la crescente povertà - così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo - Il lavoro è il vero problema del nostro Paese, insieme alle tante, troppe emergenze che affliggono l'Italia. Ad aprile, infatti, sembrano confermarsi i "segnali di decelerazione, che prospettano uno scenario di minore intensità della crescita".

Purtroppo non ci sono buone notizie. Dei 5 milioni di poveri italiani, la popolazione residente si assesta all'8,3%, con un aumento del 7,9% rispetto al 2016 e del 3,9% rispetto al 2008. Di queste, più della metà (il 56,1%) è residente nel Mezzogiorno.

Nel 2017 i giovani tra i 15 e i 34 anni occupati sono in aumento dello 0,9% rispetto all'anno precedente (+45mila, +1,0% gli uomini e +0,7% le donne). "Rispetto al 2008, l'incidenza del lavoro a termine per i giovani 'è aumentata di nove punti percentuali, a fronte di un aumento più contenuto sul totale 10 dell'occupazione (+1,9 punti)".

Le esportazioni, secondo la simulazione, registrerebbero un rallentamento di 1,1 punti, le importazioni di 0,3 punti.