'Doppio lavoro', sei docenti dell'Università di Trento nel mirino delle Fiamme Gialle

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Sarebbero almeno 411 i docenti finiti nel mirino della Guardia di Finanza e che in tutta Italia avrebbero svolto un doppio lavoro nonostante la formula di insegnamento a tempo pieno con pieno stipendio. Un elemento individuato anche nella sentenza contabile di uno dei primi processi in materia a carico di un docente di Ingegneria di Salerno che fu condannato al risarcimento allo Stato di trentaquattro mila euro (in primo grado erano sessantaquattromila). Qui sono stati trovati docenti che svolgevano attività di consulenza per Comuni e società private su collaudi di strutture, ricevendo buste paga anche con cifre doppie rispetto al loro lavoro principale di "professore".

Al momento in tutta la regione sono 49 i docenti universitari che sono stati segnalati dai Nuclei di polizia tributaria.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia ha concluso otto controlli nel settore della spesa pubblica, nei confronti di altrettanti docenti dell'Università degli Studi di Pavia. Gli altri due, invece, sarebbero in via di definizione solo per gli aspetti amministrativi relativi all'interpretazione delle norme in materia di rilascio dell'autorizzazione. Di fatto, secondo le contestazioni emerse dall'indagine delle Fiamme gialle avevano "posto in essere attività retribuite a favore di diversi committenti sia pubblici che privati, ma senza aver avuto caso per caso la senza la prescritta autorizzazione". A Pavia per cinque docenti su otto esaminati (quattro insegnano alla facoltà di Ingegneria-Architettura e uno a Chimica) sono state scoperte delle anomalie, segnalate alla Corte dei Conti. Dopo Architettura e Ingegneria, da gennaio il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza ha avviato così verifiche in altre facoltà: Giurisprudenza, Medicina, Scienze politiche. Gli accertamenti sono ancora in corso e seguono gli stessi criteri delle prime indagini.