Al via il 71esimo Festival di Cannes, anche l'Italia in lizza

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Gli altri film in corsa sono: Everybody Knows di Asghar Farhadi con Javier Bardem e Penelope Cruz, En guerre di Stéphane Brizé, Le Livre D'Image di Jean Luc Godard, Plaire, Aimer et Courir Vite di Christophe Honore, Blackkklansman di Spike Lee con Adam Driver, Under the silver lake di David Robert Mitchell con Andrew Garfield, Zimna Wojna di Pawel Pawlikowski, Three Faces di Jafar Panahi, Yomeddine di A.B. Shawky, Summer di Kirill Serebrennikov, Asako I & II di Ryusuke Hamaguchi, Girls of the sun di Eva Husson, Ash is purest white di Jia Zhangke, Burning di Lee Chang-dong, Shoplifters di Koreeda, Capharnaum di Nadine Labaki, Un couteau dans le coeur di Yann Gonzalez con Vanessa Paradis, Ahlat Agaci di Nuri Bilge Ceylan e Ayka di Sergei Dvortsevoy.

Durante la cerimonia di apertura si è avuta notizia di un ictus al regista Terry Gilliam, il cui Don Quixote (maledetto a questo punto, visto che sono anni che cerca di portarlo a termine e infine farlo uscite) dovrebbe essere film di chiusura, ma niente è stato detto durante il galà come pure nessun ricordo, come qualche italiano aveva sperato, di Ermanno Olmi che ebbe la Palma d'oro a Cannes nel '78 con L'albero degli zoccoli. Deve durare nella mente del pubblico ben oltre la durata del festival.

Emozione e standing ovation invece per Martin Scorsese, il maestro del cinema, cinefilo instancabile, 75 anni, promotore con la sua fondazione di tanti restauri di film che hanno fatto la storia del cinema mondiale. Le molestie avvengono dappertutto.

Inoltre, dopo lo scandalo che ha riguardato il produttore statunitense Harvey Weinstein che fino al 2017 era ospite fisso del festival, Thierry Frémaux, il delegato generale del festival, ha dato molto più spazio alle donne quest'anno, vere protagoniste di questa edizione. "Ma ci tengo a specificare che le donne registe che sono in concorso sono state scelte per la qualità dei loro lavori, non per il loro sesso".

Chi si aspettava al galà di apertura una protesta stile Golden Globes o dichiarazioni femministe come la stessa attrice australiana fece nel 2014 ricevendo il suo secondo Oscar (Blue Jasmine di Woody Allen, il primo fu per Aviator nel 2005) è rimasto deluso.