Consulenza al Salone del Libro, Pasquaretta restituisce i cinquemila euro

Regolare Commento Stampare

Sempre ieri, in Consiglio comunale, la sindaca pentastellata aveva difeso la correttezza della procedura: "C'era la necessità - aveva chiarito Appendino - che Luca Pasquaretta fornisse assistenza al presidente della Fondazione per il Libro, Massimo Bray".

"La procedura eseguita è stata corretta". Appendino ha riferito in aula che il 12 maggio 2017 Pasquaretta "ha fatto richiesta di autorizzazione per attività ultronea finalizzata ad assistere Massimo Bray, presidente della Fondazione per il Libro". L'autorizzazione invece "è arrivata il 16 maggio dal responsabile dello staff di giunta che ha valutato che non ci fosse conflitto d'interesse tra l'attività di collaborazione con il Salone e il suo ruolo in Comune". Il capo dell'ufficio stampa della sindaca risulta uno dei pochi a essere stato retribuito dall'ente che ha organizzato il Salone del Libro sino allo scorso anno. Per problemi legati alla privacy non ha potuto far riferimento agli atti in suo possesso, ma, sottolinea il consigliere, la sindaca ne è a conoscenza. A quasi due anni dal voto la vicenda sembra far emergere una certa insofferenza da parte del Movimento, di cui la sindaca Appendino - al giro di boa del mandato - dovrà tenere conto. "Fermo restando le verifiche sul profilo di legittimità e legalità dell'incarico ricevuto, su cui, apprendiamo dagli organi di informazioni, le FF.OO. stanno acquisendo della documentazione, e delle quali attendiamo gli sviluppi, il gruppo consiliare ritiene che sia stato inopportuno il conferimento di detto incarico soprattutto alla luce del ruolo rivestito allora e a tutt'oggi dallo stesso Pasquaretta". Peraltro, dubita che quella prestazione sia stata effettivamente svolta.

Nel suo j'accuse il capogruppo democratico ha imputato alla sindaca la mancanza di onestà intellettuale, sostenendo che ha perso l'occasione per dimostrare il contrario. Dai banchi dem non sono mancate ironie, come quella dell'ex assessore Claudio Lubatti: "Dovevate aprire il comune come una scatoletta di tonno e vi siete mangiati anche la scatoletta".