UE: "I rischi per la crescita economica in Italia sono aumentati"

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Dopo "l'accelerazione" della crescita nel 2017, l'economia italiana "continuerà a crescere allo stesso passo dell'1,5% quest'anno, sostenuta largamente dalla domanda interna".

Dal punto di vista strutturale non sono previsti miglioramenti del deficit rispetto al Pil: il disavanzo - si vede ancora nel documento - è previsto in calo all'1,7% dal 2,3% del 2017, assumendo che non ci siano ulteriori cambiamenti di politica economica, grazie "alla crescita economica e a qualche misura inclusa nel bilancio 2018".

"L'Italia resta fanalino di coda d'Europa per la crescita, la più bassa dei 28 Paesi assieme a quella del Regno Unito".

Come se il messaggio non fosse già abbastanza chiaro, Bruxelles rincara la dose: "I rischi per le prospettive di crescita" dell'Italia "sono diventati più orientati verso il basso".

D'altra parte, segnala l'esecutivo europeo, "la ripresa guidata dagli investimenti potrebbe dare impulso alla produttività, ed eventualmente alla crescita del Pil, più del previsto". Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles a margine della presentazione delle previsioni economiche di primavera della Commissione.

Il rapporto tra debito e Pil del nostro Paese - continua la Commissione - dovrebbe aver raggiunto il suo picco nel 2017 a quota 131,8%, "anche a causa del supporto pubblico al settore bancario" e stando alle stime della Commissione europea dovrebbe progressivamente calare al 130,7% nel 2018 e al 129,7% nel 2019, principalmente per effetto di "una più forte crescita del Pil nominale".

E' quanto si legge nel rapporto di previsione economica pubblicato oggi. Inoltre "un'escalation di protezionismo commerciale pone un rischio inequivocabilmente negativo per le prospettive dell'economia globale".