Sacchetti bio, il ministero della Salute: "Si possono portare da casa"

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La circolare del Ministero della Salute è stata diffusa lunedì 30 aprile, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 21 marzo scorso che aveva dato l'ok ai sacchetti da casa.

La linea delle autorità italiane è insomma chiara: sì alla tutela dell'ambiente, mettendo al bando le vecchie buste di plastica; no all'imposizione dell'acquisto in negozio.

"Deve ammettersi la possibilità di utilizzare - si legge nella circolare emessa dal dicastero guidato da Beatrice Lorenzin - in luogo delle borse ultraleggere messe a disposizione, a pagamento, nell'esercizio commerciale - contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quali frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore".

"E' giusto equilibrare il diritto dei cittadini ad utilizzare sacchetti per frutta e verdura reperiti autonomamente con l'esigenza di garantire igienicità nei supermercati, e quindi in tal senso la previsione del ministero sulle caratteristiche che devono avere le 'borse della spesa' portate autonomamente dai consumatori sono assolutamente corrette", rincara il Codacons. Dunque, nel caso in questione, i sacchetti dovranno essere monouso (dunque non riutilizzabili), nuovi (dunque mai acquistati prima), integri, acquistati al di fuori degli esercizi commerciali e conformi alla normativa che ha inizialmente addebitato il loro costo ai clienti, vale a dire biodegradabili, non compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%.

Il Ministero precisa poi che grava sull'impresa commerciale "comunque un obbligo di controllo su tutti i fattori potenzialmente pregiudizievoli per la sicurezza dei prodotti compravenduti all'interno del punto vendita, tra cui, evidentemente, anche sugli eventuali sacchetti che il consumatore intende utilizzare".

La circolare inoltre informa che "ciascun esercizio commerciale sarà dunque tenuto alla verifica dell'idoneità e della conformità a legge dei predetti sacchetti utilizzati dal consumatore" e potrà vietare l'utilizzo di shopper considerati non conformi. "Non si capisce quindi dove sarebbe la convenienza dei consumatori". Chi valuterà la pulizia dello stesso? In relazione a ciò, il Ministero della Salute ha previsto "possibili criticità" associate alla "diversità di peso dei contenitori alternativi". Infatti, le bilance in uso negli esercizi commerciali sono tarate in modo da sottrarre dal peso di frutta e verdura la tara del sacchetto messo a disposizione del cliente (4-6 gr. circa). "L'uso dei 'contenitori alternativi' acquistati al di fuori degli esercizi commerciali impedirebbe il calcolo corretto della tara". Quindi? Una bella "criticità", ammette lo stesso Ministero della Salute, che però rimanda la soluzione a questo punto al Ministero dello sviluppo economico "le cui valutazioni sono da considerarsi rilevanti ai fini dell'operatività dei chiarimenti forniti con la presente circolare".