Sorrentino parla di Loro: "Non è un film politico ma di sentimenti"

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E poi volevo esser libero di inventare. Quello che mi sembrava esser stato meno puntualizzato erano i sentimenti dietro l'uomo politico e certi personaggi raccontati.

Ce ne sono parecchie di questioni che vanno oltre linterpretazione del classico cinema di Sorrentino, da decodificare ogni volta tra allusioni e metafore, personaggi veri o di fantasia. Ma come in 'Loro 1', anche in 'Loro 2' le cronache politiche rimangono sullo sfondo di un'azione che si concentra sul Berlusconi privato, in crisi con Veronica Lario (interpretata da Elena Sofia Ricci) e circondato da giovanissime donne procurategli dai suoi cortigiani impazienti di compiacerlo. Come in altri miei film, dietro a tutto c'è il racconto della paura, paura di invecchiare e paura di morire, anche nella scena iniziale della capretta che muore per l'aria condizionata. Del film parleremo sicuramente in modo approfondito nella nostra recensione, questa mattina a Roma abbiamo però incontrato l'autore e gli interpreti per discuterne in maniera diretta, senza filtri.

Loro 2, in compenso, funziona meglio quando lavora sui parossismi e sulle sfaccettature del protagonista, come negli intermezzi satirici - figli legittimi di Boris - che dileggiano le produzioni televisive. È un film su di noi? Ma chiaramente questo film e' anche uno sguardo su un periodo, con delle derive di comportamento probabilmente figlie di un decennio poco esplorato che sono gli anni 90. Con la signora stupita: come fa a sapere tutte queste cose di me?

LORO 1 e LORO 2 sono una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film per l'Italia, Pathé e France 2 Cinéma per la Francia.

Perché non fare un film solo?

Forse sta qui il problema: la poetica sorrentiniana applicata a un personaggio che la eleva a potenza si risolve in un eccesso. E visto che mi hanno sempre detto che non riesco a imitare quei grandi registi, mi dovranno concedere di essere originalissimo. La politica ha un ruolo ben più centrale, poiché Berlusconi mette in atto strategie da esperto venditore per recuperare la fiducia degli elettori e tornare al governo, come dimostra l'assurda telefonata a un'anonima casalinga cui l'ex Premier finge di voler appioppare una casa.

Prima del politico - ha sottolineato Sorrentino - ho voluto raccontare quell'uomo che "è il risultato dei suoi sentimenti più che la somma biologica dei fatti, della sua coscienza, delle sue emozioni, delle sue delusioni e, soprattutto, delle sue paure". La serie TV su The Young Pope era su un Pontefice inventato, che non ci sarà mai, per cui sebbene in una cornice di verosimiglianza l'inventiva era assoluta. Qualcuno gli chiede se ha pensato che il film non dispiacera' a Berlusconi e lui replica: "Io non posso fare ipotesi su quanto piacera' agli altri un mio film...". Quando ci sono in mezzo le paure delle persone non ci sono né vinti né vincitori. Si può elogiare il coraggio, ma non condannare le difficoltà delle persone. Sorrentino tiene a sottolineare come Berlusconi si abbandoni consenziente alla tela tessuta da Morra, e solo per soddisfare la sua voglia di vita e di voyeurismo di fronte alle "veline", pronte a dimenarsi vestite da infermiere o in divisa hard core con una farfallina al collo. Anche le scene collettive hanno il pregio di trasmettere il consueto senso di "dispendio" inusitato, dove frotte di cortigiane e cortigiani formano un triste carosello davanti agli occhi del padrone, donandosi al suo sguardo lubrico. "Certo, essere guidata da un regista come Paolo e recitare al fianco di Toni, che è un gigante, ha reso il lavoro molto più semplice". "Non volevo puntare il dito contro nessuno perché, da un lato, sarebbe stato presuntuoso e perché, dall'alto, credo che un film debba essere l'ultimo avamposto della comprensione di un fatto, che supera cioè la realtà che ci è data vedere superficialmente". Ecco chi sono "Loro", la corte dei miracoli, escort e papponi, nani e ballerine, di cui Sorrentino omette le generalità e mescola i tratti, ma lascia comunque riconoscibili: Sergio Morra/Riccardo Scamarcio è "Gianpi" Gianpaolo Tarantini, Kira/Kasia Smutniak è Sabina Began "L'ape Regina", Santino Recchia/Fabrizio Bentivoglio è Sandro Bondi, poi ci sono Lele Mora, Apicella, Veronica Lario (Elena Sofia Ricci), infelice, che cerca conforto nelle pagine di Saramago. Anche quando persone lenon ci piacciono o sono moralmente discutibili. Eppure, il dialogo più serrato, più vero e forse più bello del film - quello tra Silvio e Veronica decisa a divorziare - si conclude in modo eloquente.

Un film di che tipo?

La chiave d'accesso per penetrare il complesso (o semplicissimo) universo berlusconiano secondo Sorrentino è dunque "l'amore". E quindi spiega il significato della capretta che muore all'inizio del film: "Anche quella capretta rappresenta la paura: nel suo caso è la paura del condizionatore d'aria", aggiunge. Il primo era un personaggio che ricorda gli imperatori romani.