Russiagate, Trump si rifiuta di deporre? Mueller evoca un mandato

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La mossa del magistrato per portare Trump davanti a un grand jury scatenerebbe un conflitto davanti alla Corte suprema statunitense.

Nuovo capitolo del Russiagate, l'inchiesta sugli aiuti ottenuti dalla Russia di Vladimir Putin per far vincere Trump alle presidenziali contro Hillary Clinton: il procuratore speciale Robert Mueller ha evocato la possibilità di emettere un mandato per far interrogare il presidente americano Donald Trump davanti a un grand giury.

Gli avvocati del Presidente degli Stati Uniti hanno affermato che Donald Trump non ha nessun obbligo di parlare con gli investigatori federali ma il procurato ha insistito affermando che l'altra opzione praticabile sarebbe un mandato per apparire di fronte a un gran jury.

Il Washington Post ha dichiarato che all'inizio di marzo è avvenuto un incontro tra il procuratore speciale Robert Mueller e gli avvocati del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Quanto alla possibilita' che Trump invochi il Quinto Emendamento per evitare di rispondere, riferisce la Cnn, due fonti hanno sottolineato che ci sono molte "questioni costituzionali" che devono essere appianate prima di prenderla in considerazione. E poi domande sui "rapporti pericolosi" del genero Jared Kushner, consigliere e del presidente e marito della figlia Ivanka.

Il procuratore vuol ricostruire col presidente alcune conversazioni avute con l'ex direttore - Comey, da buon agente, se le è appuntate in dei memo che sono già a disposizione di Mueller.

La maggior parte delle domande diffuse dal Nyt ruotano attorno al licenziamento di James Comey, ex direttore dell'Fbi che Trump ha fatto fuori molto probabilmente perché non era d'accordo su come stava conducendo l'indagine sulla Russia - da lì, il dipartimento di Giustizia, che comanda l'Fbi, che a sua volta seguiva l'indagine perché ambito del controspionaggio, aveva sentito la necessità di nominare per l'inchiesta una persona terza.

Successivamente Flynn, in un colloquio con il vicepresidente Mike Pence, ha omesso di aver incontrato l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak, per discutere riguardo alle sanzioni inflitte dall'ex presidente Obama al governo di Mosca. Poi Dowd, a una decina di giorni da quell'incontro, si è dimesso.

A giugno 2017 il Washington Post ha rivelato che Trump è indagato per ostruzione alla giustizia.

Nelle pagine di questo rapporto si parlerebbe degli affari poco chiari del tycoon a Mosca e di comportamenti sessuali poco adeguati che metterebbero in seria difficoltà il presidente.