Pil, supera la prova della crescita: +0,3% nel primo trimestre

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La crescita del pil, spiega l'Istat, è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dei settori dell'agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi, mentre il valore aggiunto dell'industria ha segnato una variazione pressochè nulla. Considerato l'effetto di trascinamento dal 2017 e i primi dati di quest'anno, la variazione acquisita per il 2018 (la crescita che si registrerebbe se fino alla fine dell'anno la variazione fosse pari a zero) è dello 0,8%. Dal lato della domanda, c'è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

La stima degli occupati continua a crescere, segnando un aumento dello 0,3% rispetto a febbraio, pari a 62 mila unità. Andamento analogo nella Ue: +0,4% dopo +0,6%.

La crescita dell'occupazione a marzo è dovuta interamente alla componente maschile (+81 mila) mentre per le donne, dopo l'aumento dei mesi precedenti, si registra un calo (-19 mila). Il tasso di disoccupazione rimane stabile all'11,0% mentre quello giovanile scende al 31,7% (-0,9 punti percentuali).

La crescita dell'occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Il calo riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età ad eccezione dei 15-24enni.

Nel quarto trimestre 2017 il Pil aveva registrato un incremento dello 0,3% su trimestre e dell'1,6% su anno. "Con il risultato del primo trimestre - sottolinea l'Istituto - la durata dell'attuale fase di espansione dell'economia italiana si estende a 15 trimestri; il livello del Pil risulta ancora inferiore dello 0,9% rispetto al precedente picco del secondo trimestre del 2011 ma superiore del 4,4% rispetto all'inizio della fase di recupero", precisa la nota. Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna un lieve aumento dei disoccupati (+0,1%) e un calo degli inattivi (-0,3%, -34 mila). In Italia sono 7,3 milioni le persone che vivono in condizioni di grave deprivazione e forte disagio economico.