Milano, "Licenziata per un tumore", lavoratrice scrive a papa Francesco

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Un episodio gravissimo, denunciato dal Sindacato generale di base (Sgb) che ha già annunciato che assisterà legalmente la donna.

Per questo motivo è stata licenziata dopo 33 anni di attività nella pulizia e nella cura ai pazienti dal Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano, storica istituzione religiosa di assistenza agli anziani, che ha ritenuto di non poterla ricollocare nella struttura o in altre sedi.

E adesso ci si aspetta - se mai avverrà - una risposta utile da parte dell'Istituto, che possa in qualche modo spiegare le sue motivazioni e cosa sia accaduto davvero. "Denunceremo anche questo caso scandaloso nella manifestazione del Primo Maggio", fanno sapere dal sindacato: la donna, sposata e con un figlio che studia, percepisce 1.100 euro netti al mese per 36 ore di lavoro settimanale. I postumi della chemioterapia mi hanno reso parzialmente idonea alla mansione di ausiliaria socio-sanitaria.

In una lettera indirizzata al Pontefice, all'arcivescovo di Milano Mario Delpini e al direttore del Piccolo Cottolengo Don Orione, Pierluigi Ondei, la donna chiede "un intervento" di Papa Francesco, "prima ancora di quello del tribunale - dice - per riavere il mio lavoro che vivo come una missione, ma che garantisce a me e alla mia famiglia un reddito per una vita dignitosa".

Proprio a ridosso della giornata dedicata al lavoro e ai lavoratori, in un'Italia che lamenta sempre più ingiustizie e proprio mancanza di lavoro, è arrivata da Milano la triste notizie del licenziamento di una donna malata di cancro. Nella dichiarazione rilasciata dalla donna all'agenzia Ansa si legge anche questo: "Altri dipendenti nelle mie condizioni sono stati ricollocati in lavori analoghi, non vedo perché questo non debba essere fatto per me".