Apple cresce anche senza la spinta degli iPhone: utili sopra le attese

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(Teleborsa) - Risultati trimestrali positivi per Apple, con il colosso tecnologico che supera le attese trainato dai ricavi record garantiti dal nuovo iPhone X.

Salgono le vendite di iPhone (+3% di unità spedite) e di iPad (+ 2%) ed "esplodono" i servizi (+31% nel fatturato fino a 9,2 miliardi di dollari) e la categoria "altri prodotti", che include, fra gli altri, Apple Watch e l'assistente da salotto HomePod, il cui fatturato è salito del 28% fino a sfiorare i 4 miliardi di dollari.

Il consiglio d'amministrazione ha anche approvato un piano di riacquisto delle azioni da 100 miliardi di Dollari, ed un aumento del dividendo trimestrale del 16 per cento.

Cook ha inoltre indicato come l'iPhoneX, quello del decennale, sia stato il più venduto tra i melafonini. Crescono anche le entrate che registrano un aumento del 16% a 61,1, miliardi dai 52,9 e i 60,82 attesi. Le vendite degli iPhone sono aumentate del 14 percento, mentre quelle dei Mac sono rimaste pressoché invariate con un declino del venduto del 3 percento.

L'ultima grossa azienda a non aver ancora annunciato i propri risultati trimestrali era Apple, che nella nottata ha tenuto la conference call per rivelare un'ottima trimestrale, addirittura superiore alle aspettative degli analisti di Wall Street che avevano fotografato una situazione economica ben peggiore.

L'amministratore delegato Cook si è detto "entusiasta" di comunicare "il migliore trimestre di marzo, con una crescita forte del fatturato legato a iPhone, servizi e dispositivi indossabili". Nel segmento "servizi" - che comprende App Store, AppleCare e Apple Pay e Apple Music - i ricavi hanno superato per la prima volta i 9 miliardi di dollari, arrivando a 9,19 miliardi (+31% annuo). "La storia insegna che se i Paesi abbracciano l'apertura, fanno meglio di quelli che scelgono la chiusura". "Vista la dimensione grande del nuovo piano di buyback, ci vorrà un pò di tempo per realizzarlo ma il nostro piano è di farlo rapidamente" ha spiegato Luca Maestri, CFO. "Con la maggiore flessibilità che ora abbiamo dall'accesso alla nostra liquidità globale, possiamo investire in modo più efficiente nelle nostre operazioni negli Stati Uniti e lavorare verso una struttura di capitale più ottimale".

A livello geografico, le Americhe restano il mercato numero uno del gruppo con ricavi in aumento annuo del 17% a 24,841 miliardi di dollari; l'Europa resta il secondo con 13,846 miliardi di dollari di vendite (+9% annuo) dietro alla Greater China: nella Regione composta da Cina, Hong Kong e Taiwan il fatturato è aumentato del 21% a 13,024 miliardi. In questo caso, le attese a 53 miliardi sono state lievemente deluse eppure le consegne del famoso melafonino hanno mostrato al mercato una certa resilienza di fronte ad una domanda mondiale in calo.