Abu Mazen: "Olocausto? Colpa dei banchieri ebrei"

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Fra i primi a commentare, il premier israeliano, Benyam, in Netanyahu, che ha detto che il leader palestinese è "antisemita e patetico". Ma il leader palestinese non si è fermato qui. Per David Friedman, l'ambasciatore americano in Israele, Abu Mazen ha raggiunto "un livello basso senza precedenti", mentre l'inviato del presidente Usa Donald Trump ha sostenuto che "non si può costruire la pace su tali fondamenta". Abu Mazen "dice che gli ebrei che prestano denaro hanno provocato l'Olocausto.Ora c'e' un partner per la pace", ha twittato il viceministro per gli Affari diplomatici Michael Oren. In questa occasione, aveva anche detto che gli ebrei europei avevano scelto, durante l'Olocausto, di subire "morti e massacri" piuttosto che emigrare in Palestina sotto mandato britannico. Affermazioni che il ministero ha detto di respingere "con disgusto" e che "accusano gli ebrei del desiderio di distruggere se stessi".

"Ma perché questo è accaduto?" Bene - ha continuato Abu Mazen, citato dai media -, vi porterò tre ebrei, con tre libri, che dicono che l'odio verso gli ebrei non è causato della loro identità religiosa, ma dalle loro funzioni sociali. Trattando anche dell'Ebraismo e delle origini di Israele - una storia scritta a suo dire da "scrittori ebrei sionisti" - il presidente palestinese ha ricordato come in Europa gli ebrei siano stati periodicamente massacrati nei secoli, fino alla Shoah. Per Abu Mazen la religione non c'entra nulla con lo sterminio della popolazione ebraica in quanto "dall'undicesimo secolo sino all'Olocausto in Germania, gli ebrei in Europa occidentale e orientale furono sottoposti a un massacro ogni 10 o 15 anni" e questo a causa dei "loro comportamenti all'interno delle comunità nelle quali vivevano". Gli Askenazi, ha detto, "non hanno alcun rapporto con i popoli semiti".

Abu Mazen si è espresso "in una maniera che può essere definita solo come antisemita e negazionista della Shoah". La Anti Defamation League (Adl), che svolge una campagna contro l'antisemitismo nel mondo, per bocca del ceo Jonathan Greenblatt, ha liquidato le dichiarazioni del leader palestinese come "asserzioni antistoriche e pseudo-accademiche".