1° maggio, festa dei lavoratori. Tonelli (Sap): "Generale ipocrisia istituzionale"

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La kermesse, come sempre, è all'insegna della musica, dell'impegno sociale, del lavoro e della cultura.

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, questo il tema scelto da Cgil, Cisl e Uil per celebrare la festa dei lavoratori. Una tragedia che ha segnato, almeno in termini mediatici, un confine da non oltrepassare più. Il tema della salute e della sicurezza sul lavoro deve, quindi, essere "assolutamente una priorità" per il nuovo governo, evidenziato. Non è un caso isolato, ma quelo della HoneyWell è l'emblema di quanto sta accadendo nel nostro Paese, nel pieno silenzio di chi in altri tempi avrebbe messo in atto ogni forma di protesta pur di difendere i lavoratori, non tanto il prodotto.

"I dati Inail - ha ricordato in occasione del comizio conclusivo Filippo Rubulotta, segretario generale provinciale Cgil - parlano chiaro: nei primi 4 mesi di quest'anno in Italia si sono registrate 212 denunce di incidenti sul lavoro con esito mortale, con un + 12% rispetto allo stesso periodo del 2017, con il Piemonte tra le regioni che hanno registrato l'incremento più elevato, insieme a Lombardia e Lazio. Chiediamo interventi concreti ed immediati".

"Con riferimento alle normative 626/94 e 81/08 che sono le due leggi fondamentali - continua l'On. È una cosa inaccettabile, è un bollettino di guerra che nessuno può più accettare", ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, arrivando a Prato.

La celebrazione, promossa dall'Amministrazione guidata dal Sindaco Ernesto Sica in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil e con la partecipazione delle Scuole cittadine, si terrà mercoledì 2 maggio, alle ore 10.00, nell'area di via Raffaello Sanzio nei pressi del monumento ai caduti e alle vittime del lavoro.

"Il primo maggio deve essere il punto di partenza per tutti affinché mai più si muoia sui posti di lavoro". La manifestazione ha avuto il proprio culmine in piazza Duomo, dove era stato allestito il palco per i discorsi conclusivi. "Inoltre c'è tanta ricattabilità che deriva dalla disoccupazione e dalla precarietà", ha aggiunto Camusso. "Lì sono sepolti, tanti, troppi lavoratori che hanno pagato con la loro vita e il loro sacrificio la speranza di avere luoghi di lavoro più sicuri, più dignitosi, più rispettosi della vita delle persone".

Il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo ha puntato invece il dito sui "troppi morti sul lavoro solo per il profitto". La battaglia durò per alcuni giorni e culminò con la morte di diversi lavoratori e poliziotti. Numeri dietro i quali ci sono vite spezzate, famiglie colpite, legami interrotti e, troppe volte, diritti negati.

Migliaia di persone sono scese in piazza anche a Torino, dove un collettivo femminista ha fatto irruzione.