Tim, Elliott: "Non c'è un piano alternativo, supporto a Genish"

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Nuova puntata nella telenovela su Telecom Italia che vede opporsi Elliott e Vivendi. Sarà in quell'occasione - visto che il Tribunale ha accolto il ricorso di TIM e ha rimandato la questione dall'assemblea dello scorso 24 aprile a al 4 maggio per l'appunto - che il fondo Elliott sfiderà apertamente Vivendi, azionista di maggioranza della società, chiedendo la revoca di sei consiglieri del cda e la successiva sostituzione con sei propri candidati.

A stretto giro di posta, e qui si registra il primo sintomo di nervosismo, è arrivata una precisazione da parte di Tim che sa anche di presa di distanza da Genish.

"Amos Genish ad oggi non ricopre il ruolo di AD, ma di semplice Amministratore dell'azienda oltre alla carica di Direttore Generale".

"Credo fermamente che la mia posizione in qualità di CEO sarebbe insostenibile, nel caso in cui la lista di Vivendi non dovesse ottenere la maggioranza dei voti, vista che questa è chiaramente l'unica lista che sostiene il nostro piano industriale di lungo termine". "Sarà il nuovo CdA, successivamente all'assemblea degli azionisti del prossimo 4 maggio, a nominare il CEO anche sulla base delle decisioni circa visione strategica e piano industriale". Sul tema della scorporo della rete, Elliott rileva "l'affermazione di Genish sulla possibilità di vendere una quota di minoranza mantenendo il controllo: '?Ho detto agli investitori che siamo pronti ad aprire una quota di minoranza del capitale e a quotare la rete a patto che il futuro status regolamentare sia assicurato´".

"Elliott esprime pieno sostegno all'ad Genish il quale ha offerto idee costruttive per potenziare il suo piano e che non c'è nessun piano alternativo" a quello dello stesso manager. "In questo frangente, Elliott ritiene che un Consiglio di amministrazione indipendente sia fondamentale per risolvere questi problemi e massimizzare la creazione di valore per tutti gli azionisti".