Allatta al seno il figlio all'Università di Parma: cacciata via

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"Ma che gentilezza può esserci nel dire che quell'area universitaria 'non era adatta a queste scene'" afferma il papà su quanto avvenuto in una zona universitaria che conosce bene, perché è qui che studia in vista della specializzazione in fisiatria. Tutte insieme ad allattare sotto ai portici dell'università, per mostrare al mondo che in questo gesto così naturale non c'è nulla di sconveniente. Lo scambio di battute poi si è fatto piuttosto animato, ma alla fine - quando il bambino ha finito la poppata - i due se ne sono andati.

La risposta dell'ateneo non si è fatta attendere.

Il compagno della donna, che era con lei in quel momento aveva inviato una lettera alla Gazzetta di Parma, denunciando la situazione: "Sono uscito dalla biblioteca Paolotti e in quel momento la mia compagna ha avuto la necesssità di allattare nostro figlio: dopo essersi coperta con una sciarpa, lo ha fatto".

La guardia giurata, non appena aveva notato la ragazza che allattava, era uscita dalla sua postazione e l'aveva esortata ad andarsene perché si trovava in un luogo non adatto all'allattamento di neonati e avrebbe potuto urtare la sensibilità degli studenti. "Sorprende inoltre che nel 2018 ci si scandalizzi per l'allattamento di un neonato al seno in pubblico".

"Sono stanco di questa stupidità e violenza assieme". Di quale sensibilità stiamo parlando? E invita le madri a fare un flash mob per sensibilizzare sull'accaduto.

L'Università ci tiene a chiarire che "l'allattamento al seno è il principale determinante di salute nei primi anni di vita: è doveroso da parte di ognuno, istituzioni in primis, promuoverlo e favorirlo, garantendo il diritto delle mamme di allattare liberamente". Agli studenti universitari può far male vedere un bambino che succhia il latte di sua mamma?

Per questo il Comitato unico di garanzia (Cug) dell'ateneo, con il pieno sostegno del rettore Paolo Andrei, ha strutturato nei mesi scorsi un progetto per la creazione di tre spazi all'interno dell'università dove le studentesse, le dipendenti, ma anche le private cittadine che ne abbiano necessità, potranno allattare e accudire i propri bambini. "Se davvero una scena di allattamento crea turbamento credo che abbiamo bisogno di un esercito di psicologi e psichiatri".

'L'Università di Parma, nell'assicurare che saranno effettuati i doverosi accertamenti circa il deplorevole episodio riportato da alcune testate circa l'allattamento di una madre in locali dell'ateneo, ribadisce e conferma la propria grande attenzione nei confronti dei diritti umani e sociali', recita il comunicato dell'ateneo, secondo cui l'allattamento va caldeggiato e promosso.