Speciale Ict: diritti Tv, bluff di Mediapro sulla fideiussione

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"Il bando di Mediapro per l'assegnazione dei diritti televisivi del campionato di calcio della Serie A solleva così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte", sostiene Sky. "La situazione giuridica creata pretestuosamente da Sky per difendere la sua posizione privilegiata nel mercato italiano, impedisce che la Lega possa garantire a Mediapro 'la piena ed incontrastata disponibilità dei Diritti Audiovisivi oggetto del Pacchetto'", fa sapere ancora il gruppo iberico, che attende il verdetto del tribunale e chiarisce che "fornirà le garanzie necessarie a la Lega quando potrà disporre di tali diritti".

Era attesa ieri la fideiussione da 1,2 miliardi che Mediapro avrebbe dovuto versare alla Lega Serie A per la vendita dei diritti tv dei prossimi tre campionati. La Lega in tarda serata ha reso noto che i documenti e le certificazioni ricevute da Mediapro sono "al vaglio degli organi e dei legali della Lega". Perché a perderci non sarebbero solo i tifosi, ma anche Mediapro, Sky e la Lega.

"Nel caso in cui La Lega Serie A decidesse di creare, insieme a Mediapro, un canale proprio per la distribuzione dei diritti della massima competizione italiana, Mediapro presenterebbe le garanzie in maniera immediata, perchè i diritti non sarebbero più soggetti ad alcuna risoluzione giudiziaria", conclude la nota di MediaPro.

Le opzioni sul tavolo dei club a questo punto sono diverse, spiega la fonte vicina alla Lega, e non ci sono certezze su quale strada verrà scelta. In Italia, allo stesso modo, Sky è restia ad alzare molto l'asticella della sua offerta se poi le partite, tutte o in parte, sono disponibili anche via web, magari all'interno di pacchetti più economici. Una guerra di prezzi, dal momento che con un intermediario di mezzo i margini si assottigliano, e di opportunità, poiché Mediapro nel suo bando ha concepito prodotti audiovisivi da 270 minuti (con pre e post partita) da offrire chiavi in mano alle piattaforme, in modo da gestire autonomamente i contenuti editoriali e la pubblicità.

Se da un lato il gruppo spagnolo sembra voler rassicurare i venti club di Serie A, dall'altro però affonda il colpo nei confronti dell'emittente di Murdoch, che ha presentato ricorso portando il caso davanti al tribunale di Milano, che si esprimerà il prossimo 4 maggio, congelando di fatto il bando attuale. E nemmeno le squadre, abituate di questi tempi a farsi scontare dalle banche i futuri proventi, possono stare tranquille.