Salute: Istat, Italia sempre piu' vecchia, 165 anziani ogni 100 giovani

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In termini percentuali, il valore del Mezzogiorno è quasi il triplo di quello rilevato al Centro Nord (21,2%, pari a quasi 4,5 milioni di persone contro il 7,3%, poco meno di 3 milioni di cittadini). Le regioni più visitate dai residenti sono Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Lombardia, Lazio e Trentino-Alto Adige che hanno ospitato il 56 per cento dei flussi turistici. Rispetto al 2015, la quota è salita dello 0,6% (erano l'11,5%) e in particolare le situazioni più critiche vengono individuate nelle regioni del Sud Italia come la Sicilia (26,1%) e la Campania (25,9%).

Tra il 2015 e il 2016 la quota delle famiglie che vanno avanti sotto la soglia della povertà è rimasta "sostanzialmente stabile", confermando inoltre "il forte svantaggio del Mezzogiorno". Un fenomeno in crescita soprattutto nei single e soprattutto se anziani. Ma ci sono anche le "eccellenze agroalimentari" e "il buon andamento" degli aspetti legati alla salute. A preoccupare è l'aumento dell'intensità del fenomeno, ossia 'quanto sono poveri', un dato passato dal dal 18,7% del 2015 al 20,7% dell'anno successivo. Nel mezzogiorno si tocca il 51,4% tra gli uomini e 55,6% tra le donne, con la Calabria vera maglia nera: 47,8% di disoccupati tra i maschi e addirittura 69,2% per le ragazze.

Un ulteriore dato che contribuisce ad aumentare il 'canyon' economico tra Nord e Sud è il reddito delle famiglie. Anche per quanto riguarda i redditi medi la Sicilia si trova in fondo alla graduatoria con 17.901 euro all'anno. In questo caso si parla di reddito mediano, non potendo fare una media matematica data l'asimmetricità della distribuzione dei redditi. Per il 50% delle famiglie, infatti, non si è andati oltre i 24.500 euro all'anno, con Bolzano che risulta essere la provincia più ricca con una media superiore ai 33mila.

Dai principali fenomeni economici, sociali e ambientali emerge "un Paese in netto miglioramento in molti ambiti" ma restano dei "punti di debolezza", con l'Italia "non sempre in linea con la media dei paesi dell'Ue e distante dai principali partner, soprattutto con riferimento al Mezzogiorno". Ma finché ci saranno ancora milioni di famiglie in condizioni di povertà, milioni di giovani senza prospettive e persone che non arrivano a fine mese, non potremo certo dire che l'Italia è un Paese in ripresa.