M5S, Martina: "Passi in avanti, il 3 maggio decideremo su confronto"

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"La direzione nazionale - ha sottolineato Martina - deve essere chiamata a valutare, approfondire discutere ed eventualmente deliberare un percorso nuovo che ci coinvolga". E dai presidenti delle Regioni Piemonte e Lazio Chiamparino e Zingaretti.

Sulla stessa linea anche Michele Emiliano che chiede a Renzi di "lavorare" affinchè vada in porto la trattativa tra Pd e M5s per la formazione di un governo.

Dialogo avviato, il mio mandato finisce con esito positivo: ora è necessario aspettare la direzione Pd.

Il Pd ha chiesto tempo per metabolizzare la svolta. Con lui molti del partito che appoggiano Matteo Renzi stanno facendo una campagna social contro l'accordo riutilizzando l'hastag senza di me.

Luigi Di Maio chiude la porta a Matteo Salvini e apre il confronto con il Pd.

In attesa della direzione, che per ora sembra confermata il 2 maggio, vanno in scena però solo divisioni e attacchi. "Abbiamo 338 parlamentari e con questa forza un partito deve dare un governo del cambiamento del Paese". Il contratto, specifica Di Maio, dovrà essere ratificato dal voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito al Presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico l'incarico di sondare il terreno per un possibile accordo tra M5S e Pd per formare un governo. Un faccia a faccia durato poco meno di un'ora.

"Abbiamo detto al presidente Fico che noi siamo disponibili a sederci al tavolo per iniziare a 'contrattare il contratto' di governo. Noi siamo per un lavoro deciso perché l'Italia contribuisca, assieme alla Francia e alla Germania, a una nuova agenda europea, mentre altre forze hanno una idea opposta"; il secondo punto riguarda "il rinnovamento della democrazia, al di là della deriva plebiscitaria"; in terzo luogo "politiche del lavoro e di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze entro gli equilibri di finanza pubblica". E' indubbiamente l'incontro più atteso perchè potrebbe rappresentare il momento di svolta verso un accordo di massima tra Pd e M5S sul nuovo esecutivo, anche se nel partito Democratico continuano a convivere due diverse posizioni: l'ala governista (che fa capo a Martina) spinge verso un accordo con i pentastellati e l'ala contraria che fa capo all'ex segretario, Matteo Renzi, assolutamente restìa ad ogni accordo con il partito di Luigi Di Maio. "Con spirito di leale collaborazione - ha aveva aggiunto Martina - nonostante le differenze ci impegneremmo ad approfondire un possibile percorso di lavoro comune". Ma domani la delegazione dem tornerà comunque a sedersi nel Salottino del Presidente Fico per "ascoltare" le riflessioni dell'esponente M5S. "Se vuole smettere di polemizzare e aiutarmi a ricostruire questo Paese io, come leader del centrodestra, sono pronto". "Che almeno riconoscano i meriti del nostro lavoro e delle nostre riforme", ha intimato Michele Anzaldi sapendo bene di porre una condizione impossibile. "Non esiste un governo senza centrodestra". "Un Governo del centrodestra - ha specificato - non è più un'ipotesi percorribile" dopo il mandato esplorativo della presidente del Senato Casellati "gli unici che non lo hanno capito sono quelli del centrodestra". Era la rassicurazione che voleva il Partito democratico, la chiusura del 'doppio forno', la precondizione per iniziare un dialogo: eccolo servito.