Berlusconi attacca ancora il M5S: "Antidemocratici, la gente li teme come Hitler"

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"Sta succedendo qualcosa in Italia di davvero pericoloso", ha detto nel corso di una visita a Malghe di Porzus, in provincia di Udine, dove, fra il 7 e il 18 febbraio 1945, vennero uccisi 17 partigiani. Dopo aver definito i 5 Stelle dei "buoni a nulla", buoni probabilmente solo "a pulire i cessi a Mediaset", il leader questa volta - a margine del 25 Aprile, festa della liberazione, si è spinto in un accostamento a detta di molti infelice.

"Come ogni italiano - ha aggiunto - non posso non pensare con gratitudine ai ragazzi dei Paesi alleati che hanno combattuto per la nostra libertà". "Approfittando della situazione di povertà in cui si trovano moltissimi italiani che non sono soddisfatti della loro posizione e guardano alla casta come alla colpa della loro situazione, quelli del movimento di Grillo, l'ho constatato in Molise, dicevano che gli avrebbero dato 800 Euro a ciascuno e gli hanno creduto".

"Questa frase, che chiaramente non appartiene al pensiero e al sentire del presidente Berlusconi, lo ha molto colpito proprio per la gravità del contenuto - si legge ancora nella precisazione - Nel riportarla, ha inteso mettere in guardia da uno stato d'animo che evidentemente è diffuso nel Paese e che bisogna assolutamente scongiurare con il ritorno del rispetto reciproco tra tutte le parti politiche".

Silvio Berlusconi torna a inveire contro il Movimento 5 stelle. E' meglio tacere e rispettare il voto degli italiani invece di dire sciocchezze.

"Questo non è un momento elettorale - ha aggiunto - ma sono certo che i Friulani e i Giuliani, quando domenica si recheranno alle urne, avranno ben presenti questi comportamenti, e sapranno bene come votare". "Io voglio dare un governo all'Italia, sono stufo di insulti, capricci e litigi". ha commentato il leader della Lega, Matteo Salvini. Al Presidente sono state attribuite parole che - come ha invece chiaramente detto - appartengono ad altri. "Questo proprio nello spirito di pacificazione nazionale invocato nel discorso appena pronunciato".