Alfie, i genitori fanno ricorso contro il divieto di trasferimento in Italia

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I genitori di Alfie Evans avevano annunciato un nuovo ricorso in appello contro la decisione del giudice dell'Alta corte britannica Anthony Hayden di dire "no" al trasferimento del piccolo da Liverpool a un ospedale italiano. Lo si è appreso dai fonti legali durante l'udienza.

L'Italia, nello specifico l'ospedale Bambin Gesù di Roma, ha dato il via libera per l'accoglienza del piccolo e un aereo-ambulanza con personale medico qualificato a bordo è pronto a partire in qualunque momento per garantire il trasporto di Alfie nella capitale italiana. Ieri la Corte Suprema ha stabilito che la famiglia non può portarlo all'estero, ma ha accordato il permesso per il trasferimento a casa.

"I ministri Alfano e Minniti hanno concesso la cittadinanza italiana al piccolo Alfie".

Da ormai 36 ore il bambino respira da solo, dopo che è stato staccato il respiratore per la ventilazione assistita.

Tom e Kate hanno subito una serie di colpi nelle loro battaglie legali per tenere in vita Alfie. Intervistata dal Corriere della sera, il presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, ha confessato tutta la sua delusione per ciò che sta accadendo: "Non mi facevo illusioni eppure non immaginavo si sarebbero messi contro di noi in maniera così aperta". Parole a cui l'avvocato difensore Diamond ha risposto ammettendo che in queste ore si è verificato "un cambiamento significativo di circostanze" come conseguenza del distacco dei macchinari salvavita, ma che Alfie "respira ancora".

"I dati certi della vicenda - sottolinea il Centro - sono che: nei confronti di Alfie i genitori non invocano alcun "overtreatment" (o, come si dice impropriamente, accanimento terapeutico), bensì il mantenimento vitale attraverso supporti tecnici".

Il precedente. Alcuni anni fa l'ospedale Alder Hey di Liverpool, lo stesso in cui è ricoverato Alfie, era stato al centro di uno scandalo denunciato dal British Medical Journal e anche da alcuni membri dello staff. Al centro della polemica l'applicazione del Liverpool Care Pathway (Lcp), il protocollo applicato negli ultimi giorni di vita ai pazienti terminali. "Il modo in cui viene trattato è disgustoso, nemmeno un animale sarebbe trattato così".

Il bimbo, nato il 9 maggio 2016, è affetto da una grave patologia neurologica degenerativa che i medici non sono ancora completamente riusciti a diagnosticare, che gli impedisce di respirare o nutrirsi senza l'aiuto delle macchine.

Il giudice Hayden ha respinto la richiesta dei genitori di Alfie di trasferire il bambino in Italia perché il viaggio potrebbe compromettere le sue già precarie condizioni di salute.

Nel frattempo, per tentare di portare il piccolo Alfie in Italia si sono attivati i canali diplomatici del nostro Paese e del Vaticano.

Il padre di Alfie, Tom Evans, ha minacciato di denunciare tre medici dell'ospedale di Liverpool che si occupano del figlio per "cospirazione finalizzata all'omicidio". Una resistenza inattesa che ha alimentato le polemiche, nel Regno e soprattutto in Italia, costringendo la magistratura a riesaminare anche oggi il casor.