Torna in carcere l'assassino di Graziella Campagna

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Il Tribunale di Sorveglianza, con gli atti mandati dalla procura subito dopo l'arresto, ha deciso comunque di revocare la libertà concessa nel 2015. Ad appellarsi ai giudici per la revoca della libertà condizionale era stato anche il legale della famiglia Campagna.

Una circostanza che aveva sollevato la protesta dei parenti di Graziella Campagna che dalla Sicilia erano venuti a conoscenza, solo dopo l'arresto, di come l'uomo fosse in libertà da tre anni e avesse scontato, per l'ergastolo della diciassettenne, solo pochi anni carcere. Il suo avvocato, Elena Augustin, presenterà ricorso in Cassazione. Nel 2015, l'assassino era stato rimesso in libertà, ma il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha revocato i benefici a Sutera, dopo aver scoperto dei traffici illeciti. Il tribunale di sorveglianza ha revocato la misura attenuata sia per i reati ipotizzati dalla Dda sia rilevando la trasgressione a prescrizioni come il divieto di frequentare pregiudicati. Anche il fatto che Giovanni Sutera sia stato arrestato con gravi indizi di colpevolezza mostrano "un grado di pericolosità sociale oggettivamente incompatibile con la prosecuzione dell'espiazione della pena in regime extramurario". Per l'omicidio dell'orefice Vittorio Grassi, Giovanni Sutera fu condannato a 25 anni.

Graziella Campagna fu uccisa il 12 dicembre 1985, a 17 anni, con cinque colpi di lupara che le sfigurarono il volto. Quell'uomo era Gerlando Alberti junior, boss latitante di Cosa Nostra. I due fratelli avrebbero creato nel capoluogo toscano società fittizie, adoperando prestanome e facendole fallire senza pagare imposte e senza versare contributi previdenziali.