Osservasalute, gli italiani fanno sempre più ricorso agli antidepressivi

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Nello studio si evince che nel Sud Italia una persona su cinque dichiara di non aver soldi per pagarsi le cure: quattro volte la percentuale osservata nelle regioni settentrionali. Gli esiti di salute, "in particolare la mortalità prevenibile attraverso adeguati interventi di Sanità Pubblica - si legge nel Rapporto - sono drammaticamente più elevati al Sud". È dunque "auspicabile che si intervenga al più presto partendo da un riequilibrio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni di salute".

I dati relativi al Meridione, invece, sono di segno opposto. "Tali regioni si contraddistinguono per alti livelli di spesa pubblica pro capite, buoni livelli di erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e quote basse di persone che rinunciano alle cure". Nel decennio 2005-2015 "si è osservato un netto incremento della spesa privata (+23,2%, da 477,3 euro pro capite a 588,1), soprattutto nelle regioni del Nord". Calabria (274 euro), Campania (263 euro) e Sicilia (245 euro) chiudono la graduatoria. Oltre il 30% degli over 65 "ha molta difficoltà o non è in grado di usare il telefono, prendere le medicine e gestire le risorse economiche, preparare i pasti, fare la spesa e svolgere attività domestiche leggere, svolgere occasionalmente attività domestiche pesanti". "Altrimenti il potere centrale può solo mandare i famosi ispettori nel momento in cui c'è un'assistenza sbagliata".

Inoltre, in soli 10 anni si registrerà in Italia una popolazione anziana non autosufficiente pari a 6,3 milioni di persone.

Tuttavia se si esamina la speranza di vita senza limitazioni, dovute a problemi di salute, la situazione cambia: ad eccezione della Svezia, gli altri Paesi ai primi posti della graduatoria per speranza di vita alla nascita degli uomini, come Spagna e Italia, scendono, rispettivamente, al 7° e 11° posto; per le donne, Francia e Spagna scendono al 6° e 8° posto, mentre l'Italia va nella quindicesima posizione, quindi anche al di sotto della media dell'Unione Europea.

Si tratta, secondo gli estensori del Rapporto, di "problematiche che andranno sempre di più appesantendo la spesa sanitaria, a causa di una attività di assistenza della quale il Ssn è costretto a farsi carico, in assenza di servizi di natura socio-assistenziale di pertinenza dei Comuni". Tali prevalenze si attestano al 13% nella classe di età 65-74 anni, al 38% per gli anziani tra i 75-84 anni e al 69,8% tra gli ultra ottantacinquenni.