Vallanzasca: dal carcere la richiesta di libertà condizionale

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Renato Vallanzasca potrebbe ottenere la libertà condizionale.

Renato Vallanzasca, uno dei protagonisti piu' significativi della 'mala' milanese condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere, ha avuto un "cambiamento profondo", "intellettuale ed emotivo", "non potrebbe progredire con altra detenzione" e puo' "essere ammesso alla liberazione condizionale", con la possibilita' quindi di scontare la la pena fuori dal carcere in regime di liberta' vigilata. La parola passa ora ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano. Secondo il carcere, Vallanzasca "appare di un livello tale (tenuto conto della persona, della sua storia e del contesto) che non potrebbe progredire con altra detenzione". Per quell'assurdità commessa gli furono comminati 10 mesi per tentata rapina ma soprattutto le porte del carcere si riaprirono immediatamente, perdendo il regime di semilibertà così faticosamente guadagnato.

Secondo gli operatori del carcere di Bollate ci sono "le condizioni di sostenere un ulteriore sviluppo del percorso del soggetto, ravvisando anche un adeguato livello di ravvedimento, tenuto conto del percorso di mediazione penale, vista la rete esterna (lavoro, volontariato, affetti) e si ritiene che il soggetto possa essere ammesso alla liberazione condizionale (o in subordine alla semilibertà)". Una lite comunque ben lontana dalle sommosse di cui il 'bel René' è stato protagonista negli anni '70-'80 e per le quali venne trasferito da un istituto all'altro. Ma nel frattempo il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, tuona: "Ha una condanna a 295 anni di carcere per quattro ergastoli: resti in galera".

Gli omicidi e le evasioni - Latitante, a ottobre uccide a un casello l'agente della polstrada Bruno Lucchesi. Nel 1977 in una sparatoria a Dalmine uccide due agenti della stradale: ferito ad una gamba viene arrestato.

Una prima volta nel marzo 2010 quando ottenne il beneficio del lavoro esterno, revocato nel maggio 2011 perché violava le regole. Oggi è tornato in aula davanti ai giudici della Sorveglianza che, dopo l'acquisizione di questo nuovo documento a lui favorevole, dovranno decidere nei prossimi giorni. "Confido - ha detto l'avvocato di Vallanzasca, Davide Steccanella - che il Tribunale accolga un'istanza che alla luce di quanto scrive il carcere di Bollate appare del tutto legittima dopo mezzo secolo di carcere".