Siria, Gentiloni: "Armi chimiche non legittime, negoziare con regime orribile"

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In particolare, nel discorso si è evidenziata la condanna dell'utilizzo delle armi chimiche.

"Un attacco - ha chiarito - al quale come sapete l'Italia non ha partecipato, abbiamo anzi esplicitamente condizionato la nostra disponibilità ad attività di supporto logistico - basate su trattati bilatera tra Italia e Stati uniti - al fatto che dal nostro territorio non partissero azioni dirette a colpire il territorio siriano". L'Italia è sempre stata da questa parte. Impassibili, invece, i deputati del Movimento 5 Stelle. E' arrivato il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, accompagnato dal commissario per la ricostruzione, Paola De Micheli.

"In questi giorni la Siria ha riproposto a tutti noi un dilemma angoscioso: se possiamo noi, se può la comunità internazionale, a 100 anni dalla conclusione dalla prima guerra mondiale adattarsi con l'idea di convivere di nuovo con le armi chimiche, la risposta è che non possiamo accettare che si torni alla legittimazione dell'uso delle armi chimiche".

Il presidente del Consiglio ha chiesto al Parlamento unità: "Sui capisaldi della nostra politica estera credo sia molto importante che si manifesti la convergenza parlamentare più ampia possibile". Fonti diverse, fra cui l'Oms, hanno confermato che l'attacco chimico ha provocato decine di morti e centinaia di feriti. "C'è un percorso da fare con il contributo di tutti - ha detto Gentiloni - e il contributo della Russia è fondamentale". La speranza è che non si tratti di un incarico lampo: serve tempo, serve arrivare almeno alle regionali di domenica in Molise, ancor meglio se si riuscisse ad arrivare a quelle del Friuli Venezia Giulia del 29. Per Gentiloni la risposta del 14 aprile da parte di Usa, Francia e Gran Bretagna, è stata "una risposta motivata, mirata e circoscritta. Non ci sono indicazioni di vittime civili indicazioni di danni collaterali". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferendo alla Camera sulla crisi siriana. Siamo di fronte a una guerra orribile e a un regime orribile. E abbiamo ribadito la convinzione dell'impossibile di trovare una soluzione soltanto con l'uso della forza. "È quanto ripetiamo da anni ai nostri alleati".