La consigliera comunale Cristina Grancio espulsa dal MoVimento: "M5S avvelenato dal potere"

Regolare Commento Stampare

Durissimo sfogo di Cristina Grancio, consigliera della Giunta Raggi, a Roma, recentemente espulsa dal Movimento 5 Stelle. Parlare al paese - partendo da temi come povertà, lavoro e maternità, sui quali la maggioranza degli elettori ha premiato forze diverse dal PD - e farlo con il linguaggio, l'umiltà e la forza di un partito consapevole di essere stato sconfitto ma convinto che non si possa ripartire se non dai bisogni delle persone. Febbraio 2018. In commissione urbanistica voto contro la proroga di una convenzione Urbanistica (Piazza Navigatori), perchè ritenevo e ritengo che ci siano le condizioni per poter rispettare il programma di urbanistica del Movimento 5 Stelle. La seconda cosa vale per me e ne sono fiera: "ho sempre tenuto la schiena dritta e ho mantenuto fede alle promesse e ai patti con i cittadini romani". Vengo eletta nel 2016 consigliera comunale M5S e nominata vicepresidente della Commissione Urbanistica. "Talvolta mi sono chiesta se i miei dubbi sull'operazione calcistico immobiliare del nuovo stadio della Roma nascessero da una preoccupazione eccessiva per il cemento di Tor di Valle e per i conseguenti pericoli di speculazione edilizia. Con un programma preciso sono diventati il primo partito in Italia, raggiungendo il 32% e adesso lo cestinano diventando il primo caso, nella storia della nostra repubblica, di trasformismo che coinvolge un intero partito e i rispettivi gruppi parlamentari". "Nella commissione urbanistica che esprimeva parere positivo per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle - scrive Grancio - esprimo perplessità sulla proprietà dei terreni ed altro ancora, e non partecipo alla votazione in commissione e in consiglio, proprio per non assumere una posizione politica contraria al mio gruppo..." Il M5S giudica e motiva con implausibili ipotesi (espresse peraltro tutte con verbi al condizionale) "grave mio comportamento". Nel mese di luglio, scrive la consigliera capitolina, "decido di difendermi da quella che reputo una grave ingiustizia nella sede più opportuna: il tribunale civile", difesa dall'avvocato Lorenzo Borrè. Scrive Grancio: "Vengo materialmente isolata dal gruppo M5S con l'estromissione dalle chat e subisco quello che di fatto viene definito 'mobbing'". Poi, prosegue Grancio, il 3 agosto 2017 "il gruppo consiliare M5S firma per chiedere al Segretario Generale la mia estromissione dalla carica di consigliera, oppure "farmi passare" al gruppo misto". La risposta del Segretario fu che non era una sua competenza. Quello che già sappiamo, nell'incertezza di un quadro che cambia anche più volte al giorno, è che Luigi Di Maio ha fallito.

Lo ha scoperto Il Foglio, confrontando il prima e il dopo e definendola la "grande truffa" dei 5 Stelle. Programma - beneinteso - che i cittadini vogliono vedere attuato.

Il 12 aprile la Consigliera Cristina Grancio è stata esclusa dal gruppo capitolino del M5s. Tutto cancellato. Ora il tono è più posato e burocratico, si parla di "ricerca del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni" e si ribadisce che "le operazioni per il mantenimento della pace debbano svolgersi in stretta ottemperanza ai principi della Carta dell'Onu". Si tratta di parti importanti della città dove il Movimento del 'garante' Grillo e del capo politico Di Maio, non hanno certamente brillato nella saldezza.