Fmi rivede in rialzo il Pil italiano: +1,5%. Ma preoccupa "l'incertezza politica"

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"L'incertezza politica", si legge nel World economic outlook che cita l'Italia insieme a queste tre nazioni, "accresce anche i rischi per la realizzazione delle riforme o la possibilità di un riorientamento delle agende politiche nell'ambito di prossime elezioni o nell'immediato periodo successivo". Lo afferma il Fmi nel World Economic Outlook.

Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita per l'Italia: dopo il +1,5% registrato nel 2017, il Pil 2018 salirà dell'1,5%, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di gennaio. Più in generale, il Fondo sottolinea che "nell'area dell'euro, diversi Paesi hanno esaurito il proprio spazio fiscale e dovrebbero gradualmente consolidarsi in un modo il più possibile favorevole alla crescita e uniforme per ricostruire i buffer" di sicurezza. Il debito pubblico è visto in calo al 129,7% del pil nel 2018, dal 131,5% del 2017, e il calo dovrebbe proseguire nel 2019 quando il rapporto è dato al 127,5%. L'Fmi ne ha anche per la Germania, che "ha uno spazio fiscale che dovrebbe essere utilizzato per aumentare gli investimenti pubblici in aree che innalzerebbero la crescita potenziale migliorando la produttività e aumentando la partecipazione della forza lavoro delle donne e proveniente dalla recente immigrazione". L'Italia resta però in fondo, superata da Germania (+2,5%), Francia (+2,1%), Spagna (+2,8%) e anche Grecia (+2%). "In Italia - scrivono gli economisti del Fondo -, una riforma delle contrattazioni per il salario consentirebbe una maggiore flessibilità a livello di impresa e dovrebbe aiutare ad allineare i salari con la produttività". In Eurolandia la disoccupazione è attesa scendere dal 9,1% del 2017 all'8,4% di quest'anno e all'8,1% del 2019. Poi avverte: in Italia, così come in altri Paesi alle prese con un voto imminente o con lo scenario post-elettorale, "l'incertezza politica crea rischi nell'implementazione delle riforme".