Atalanta-Inter, Spalletti polemico: "Che Icardi non segni è un problema vostro"

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Terza partita a secco di gol per l'Inter. Luciano Spalletti ha fatto il punto di questo trittico di gare esterne dell'Inter: "Tre partite disputate in maniera corretta al di là del primo tempo di oggi però la squadra ha tentato di fare la partita, sfruttando male alcune situazioni".

Icardi sembra aver perso il fiuto del cannoniere, la cosa lo preoccupa? Rafinha? Gli dispiaceva per l'errore che ha fatto prima di uscire, ma ci può stare. Se nel riconquistare la palla non si riesce a fare il passaggio per sviluppare l'apertura dei giocatori nell'attaccare gli spazi, diventa difficile: le distanze sono tutte raggruppate, è molto stretto il settore del campo in cui palleggiare. Siamo vivi, siamo stati in partita fino all'ultimo e siamo andati in crescendo, con occasioni importanti. "Le volte che abbiamo scambiato palla sulla trequarti poi c'è stata possibilità di tirare in porta". L'anno scorso abbiamo fatto un grandissimo campionato, sono in Champions perché l'anno scorso siamo arrivati secondi davanti al Napoli. Gli altri ci hanno risicate le occasioni da gol. Nella prima frazione non abbiamo avuto la giusta qualità né la velocità necessaria per renderci pericolosi, mentre nella ripresa abbiamo giocato molto meglio, facendo la partita che avevamo preparato e creando 4-5 occasioni da rete nitide. I tiri in porta sono due? Noi nei primi 10′ non siamo riusciti a incastraci bene con le tre punte larghe che avevano iniziato, poi dopo abbiamo sbagliato quasi tutti i palloni che siamo riusciti a recuperare e non siamo stati nelle condizioni di creare una qualità di palleggio che ci permettesse di riprendere terreno. Vederli vincere è una gioia immensa, soprattutto perché se lo sono meritati giocando una grandissima partita contro il Barcellona, dando un contributo non solo per se stessi e per l'ambiente di Roma, ma anche per il calcio italiano: tutti beneficiamo di questa vittoria. Ci siamo mossi poco senza palla, soffrivamo le uscite dei loro centrali sui nostri trequartisti perché in questo loro sono maestri. Che lui non può venire vicino a me a dirmi di sedermi.