Siria: Boldrini, Trump mostra forza perchè sotto attacco per vicende personali

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Insomma l'attacco lampo di Usa, Francia e GB sembra quasi la mossa di formiche impazzite di fronte a un orso che se ne sta tranquillo soddisfatto, che si lecca i baffi e soprattutto che mantiene l'impeccabilità, l'imperturbabilità e il sangue freddo.

"Un attacco eseguito alla perfezione quello della scorsa notte". "Gli Stati Uniti hanno comunicato con la Federazione Russa per ridurre il pericolo di vittime civili o russe", ha tagliato corto con franchezza.

L'operazione militare, infatti, non è stata autorizzata preventivamente dal Consiglio di Sicurezza Onu, come già accaduto per l'intervento militare degli Stati Uniti nel 2003 in Iraq, e questo potrebbe comportare delle sanzioni per i paesi che vi hanno partecipato.

Una sfida a Usa, Francia e Regno Unito dopo un bombardamento molto grave da un punto di vista simbolico ma poco più che una scaramuccia da un punto di vista sostanziale: Bashar al Assad è convinto che i missili occidentali contro la Siria non avranno altro effetto che "unire il Paese" sotto la sua leadership. Washington "accoglierebbe con favore la cooperazione con la Russia" sulla Siria, ha detto l'ambasciatore. Anche all'epoca non erano mancati commenti del tipo "Trump non ha mantenuto le sue promesse", "Trump ci ha tradito", con un centrosinistra già pronto ad esultare, affermando che le accuse mosse ad Hillary Clinton di essere una guerrafondaia erano infondate.

Il principale obiettivo era il centro di ricerche militari di Barzeh, nei sobborghi della capitale siriana. Lo ha riferito il ministero della Difesa russa, citato dall'agenzia di stampa Interfax, secondo cui "la base di Dumayr è stata attaccata con 12 missili cruise e la difesa aerea delle Forze armate siriana li ha intercettati tutti". Dal cielo, sono entrati in azione due bombardieri Usa B-1, che hanno sparato 19 missili. A conferma della volontà, ha notato Huntsman, di evitare qualunque "conflitto fra superpotenze" e limitare l'attacco notturno sulla Siria a una sorta di messaggio in codice contro "l'uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad".

La Francia: " il tempo della guerra è finito.

Washington prepara intanto nuove sanzioni contro Mosca, questa volta legate al sostegno del governo russo al dittatore siriano bashar Assad. Non si può dire Nato perché tecnicamente gli organi dell'Alleanza Atlantica non sono stati coinvolti, anche se ovviamente al colpo d'occhio è difficile vedere la differenza. A grandi linee questo è il grande quadro che ci viene raccontato dalla stragrande maggioranza dei mass-media, ma in realtà le "strategie di gioco" in questa "partita" sono diverse e ben camuffate.

Nell'attesa che le cose si diradino e si chiariscano meglio, è comunque possibile fare un paio di considerazioni. E che rende tutto sommato credibile "lady Theresa" - unica fra i tre alleati - nel chiamarsi fuori dai "dietro le quinte" con il Cremlino: "Il Regno Unito - la sua risposta al riguardo a un giornalista - non è stato coinvolto in nulla del genere".

Assad ha incontrato, a 24 ore dai raid occidentali sulla Siria, una delegazione della Duma russa davanti a cui si è mostrato sicuro di sé e pronto a reagire. In questi giorni molti siriani, come spesso succede non ascoltati dal sistema mediatico, lo hanno fatto notare più volte.

Tre gli obiettivi colpiti: il primo a Damasco, una delle sedi del famigerato Centro per gli Studi Scientifici e la Ricerca (conosciuto con l'acronimo francese Cers), l'istituto dagli anni Settanta responsabile dello sviluppo del programma sugli armamenti chimici del governo siriano; gli altri due nella regione di Homs, secondo le poche informazioni disponibili due depositi militari dove il governo siriano conserverebbe parte di quel che rimane del suo arsenale chimico.