Lombardia, Salone del Mobile: Presidente Fermi a cerimonia inaugurale

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Nel corso della settimana del Salone del Mobile (dal 17 al 22 aprile), lo sguardo del mondo del design sarà puntato su Milano.

In città, al di là degli ambitissimi cocktail delle inaugurazioni, le esposizioni sparse in tanti quartieri e ospitate in edifici spesso inaccessibili sono un'occasione per riflettere sulle innumerevoli declinazioni del design nella nostra società.

Asif Kahn, dopo aver studiato la pianta rinascimentale di Palazzo Litta, ne ha riproposto la matrice di stanze e corridoi interconnessi che culminano in una sorta di radura centrale, perfetta per gli incontri e gli eventi del Fuorisalone. Gli spazi della Ca' Granda offrono alle forme e ai progetti della contemporaneità l'armoniosa scenografia degli storici cortili interni, dei portici e dei loggiati e il respiro funzionale degli spazi attraversati ogni giorno da migliaia di studenti, come il grande atrio dell'Aula Magna, dove si trova Face to Face, l'installazione di Mario Bellini che mette in dialogo due facciate di case, come fossero due persone, creando uno spazio di riflessione e approfondimento su confini e diaframmi tra interno ed esterno, tra privato e pubblico, esteriore e interiore, domestico e urbano.

Durante la Milano Design Week 2018, la Galleria del Centro Ceco di Milano, capolavoro dell'architettura cecoslovacca degli anni '70, diventa un luogo di confronto tra il passato e il futuro del design ceco e cecoslovacco, in un fil rouge che spazia tra architettura, arte e design. 17-22 aprile, dalle 11.00 alle 20.00. Il suo stile, che avvicinava, in una sorta di lirico realismo magico tridimensionale, neoclassicismo, Stile '900, Déco e un tocco di Razionalismo nella "sfinatezza" delle linee, così come la ricercatezza dei materiali scelti e l'eccellenza delle lavorazioni affidate a validissimi artigiani quali gli atelier dei Fratelli Lietti, di Arrighi e della ditta Marelli & Colico, lo resero molto apprezzato e molto conteso tra la borghesia del tempo, milanese e non solo, facendone il punto di riferimento di un buon gusto modernista al pari di Guglielmo Ulrich e dei più anziani Emilio Lancia e Melchiorre Bega, oltre naturalmente al maestro di tutti, Gio Ponti.