Giancarlo Giorgetti, il possibile esploratore della Lega. Le foto

Regolare Commento Stampare

Sono improbabili sia voto anticipato, sia un "governo del presidente", come esito del nulla di fatto.

Renzi viene infatti considerato da una buona fetta di militanti dem (21,6%) come una delle cause che ha portato il Pd a perdere le elezioni del 4 marzo. "Da uomo di centro destra, dopo essermi avvicinato negli ultimi anni a questo partito, ora ho scelto di entrare in maniera definitiva poiché sento di poter partecipare appieno alla vita politica di un gruppo dinamico, partecipativo, che affronta temi che mi stanno particolarmente a cuore. - afferma Aurelio Cilli - Il partito a cui appartenevo a livello locale è diventato statico, per non dire "immobile" e da tempo, non condividendo scelte e strategie, mi stavo tenendo a distanza; non sentivo più quel fervore e quell'entusiasmo che deve animare l'impegno politico e che invece trovo da tempo all'interno della Lega, guidata a livello abruzzese da un imprenditore competente, determinato a costruire un gruppo unito e pronto a partecipare alla svolta che il paese sta andando ad affrontare".

I valori stimati da Euromedia sono analoghi e sono significativamente differenti solo per Forza Italia che la Ghisleri dà in sofferenza, al 12,5 (in discesa dal 14 delle Politiche).

Conseguenza o effetto di tutti questi dati è che i leader dei due partiti che stanno meglio in questo periodo sono quelli che raccolgono maggiore fiducia nell'elettorato. "Altrimenti l'unica risposta è che non riteniamo possibile un governo del M5S con Fi", ha detto Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Quirinale. Soprattutto se Salvini e Di Maio non porteranno fieno in cascina.

E' logico che ad avere un primo incarico da Mattarella per verificare se ci siano le condizioni (e i numeri in Parlamento) per governare, debba essere il centrodestra, affinché possa verificare se le Camere sono disposte a votare un programma a trazione conservatrice, retriva e xenofoba. Il suo nome, stavolta sì, lo conoscono tutti. Bisogna però vedere che margini di manovra potrà avere un'operazione del genere nel partito.

Sì, però non sarebbe il premier leghista chiesto da Salvini. Uno schema che - secondo le indiscrezioni -prevede ovviamente concessioni anche al Carroccio. E tutti e due provano a gettare sull'altro l'eventuale colpa di un avvitamento senza soluzione della crisi, e di nuove elezioni. Subito dietro il Movimento Cinque Stelle che ha raggiunto il 32%, il Partito Democratico di Renzi con il 18% e Liberi&Uguali per Grasso al 3%. Poi, una volta stretto il patto, ci si porrà il problema della durata. Così, prima ha dato lui la parola a Salvini, volendo con ciò ridurlo a semplice speaker del comunicato steso insieme, chiedendogli solo di darne lettura.