Missili contro la Siria, è tensione

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In un comunicato letto in tv da un generale dell'esercito si riferisce che il raid sul centro di ricerca di Barzeh, a nordest di Damasco, ha provocato danni materiali e che la difesa siriana è riuscita ad abbattere molti missili dopo aver risposto all'attacco con "grande efficienza". "Il nostro Paese può resistere alle aggressioni, il popolo sostiene il presidente e il governo", ha dichiarato uno dei manifestanti.

“Ho ordinato alle forze britanniche di condurre attacchi coordinati e mirati per ridurre il potenziale dellarmamento chimico del regime siriano e dissuaderne luso”. "Sabato 7 aprile 2018, a Douma, decine di uomini, donne e bambini sono stati massacrati con armi chimiche in totale violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite - si legge ancora nella nota dell'Eliseo - La nostra risposta è stata circoscritta alle capacità del regime siriano che consentono la produzione e l'impiego delle armi chimiche".

Nel giro di 17 anni gli americani sono riusciti nella poco invidiabile impresa di abbattere regimi "sanguinari" di paesi comunque politicamente stabili e di sostituirli, con un bagno di sangue, con governanti di comodo la cui politica ha provocato un esodo senza precedenti verso l'Europa, con le problematiche che quotidianamente trovano ampio spazio sulle cronache nazionali ed estere.

Gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna hanno lanciato oltre 100 missili nell'operazione in Siria. Annunciando l'attacco, Trump ha comunque puntato il dito contro Russia e Iran.

Trump ha dunque stigmatizzato la Russia per il suo supporto ad Assad intimandole di non proseguire "su questo buio sentiero" e ricordandole che nel 2013 aveva prometto di lavorare per la distruzione delle armi chimiche siriane. Quasi contemporaneamente, a Londra, la premier Theresa May, ha spiegato che avrebbe preferito "una strada alternativa" ma che "in questo caso non c'era".

Donald Trump dovrebbe anche prendere seriamente in considerazione degli attacchi contro le installazioni militari di Assad, molto maggiori dell'attacco con i missili Tomahawk che inviò in Siria nel 2017 sulla scia di un altro bombardamento chimico. Gli obiettivi sarebbero stati individuati con attenzione per evitare il coinvolgimento di basi e militari russi, ma Mosca non sarebbe stata avvertita in anticipo sui siti oggetto degli attacchi.

L'amministrazione Trump, in combutta con i fresconi franco-britannici, da tempo lavora per costruire l'ennesimo obiettivo fantoccio che, questa volta però, è strettamente legato alla Russia di Putin e dagli iraniani. In particolare il prezzo delloro nero difficilmente salirà al di sopra dei 65 dollari eccetto per brevi periodi, poiché al di sopra di tale prezzo si incentiverebbe lespansione delle trivellazioni petrolifere negli Stati Uniti.

"Al momento i raid sono finiti", ha detto Dunford nella conferenza stampa.