Telefonata Macron-Putin sulla Siria. Mosca: "In caso di attacco conseguenze imprevedibili"

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D'altra parte, il presidente Donald Trump mercoledì ha ammonito la Russia esortandola a "prepararsi" ai missili Usa che pioveranno sulla Siria in risposta al presunto attacco chimico di sabato a Douma, attribuito al regime di Assad.

Un momento difficile, che il tycoon battezza così via Twitter: "Non ho mai detto quando ci sarebbe stato un attacco contro la Siria".

La storia però insegna che la ricerca di una verità oggettiva - ieri pomeriggio il presidente francese Emmanuel Macron si è detto certo che l'attacco sia stato al cloro e riconducibile ad Assad - potrebbe essere preceduta dall'uso delle armi. In ciascuna occasione, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un grande lavoro per liberare la regione dell'Isis. In conclusione, Trump si chiede: "Dov'è il vostro 'Grazie, America'?". A far deflagrare lo scontro è stata la dichiarazione del presidente americano Donald Trump, che nei giorni scorsi ha minacciato un attacco missilistico contro il regime siriano, autore di un pesante bombardamento dei giorni scorsi, che secondo la Casa Bianca è stato condotto con armi chimiche contro i civili ( secondo l'Oms, 500 pazienti trattati dopo l'attacco a Douma hanno riportato i sintomi di esposizione ai gas).

"Siria è annullare le capacità di attacco chimico del regime siriano". Una preoccupazione che ha fatto decidere sia Berlino che Roma di sfilarsi da un'eventuale azione militare, a differenza di Parigi e Londra, pronte a decidere i raid insieme a Washington.

Anche Angela Merkel esclude una partecipazione tedesca ad un intervento militare in Siria.

L'Opac, l'Organizzazione Internazionale per la Proibizione della Armi Chimiche, conferma l'identificazione fatta dagli investigatori britannici come di un agente nervino quello utilizzato il 4 marzo a Salisbury per intossicare l'ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia. Un allarme che si legge una Notam (comunicazione di servizio) inviata alle compagnie e su sollecitazione dell'agenzia europea per la sicurezza aerea EASA, sul sito della quale si trova anche un Conflict Zone Information Bulletins, ovvero un bollettino che può fornire informazioni o raccomandazioni sui rischi per l'aviazione civile derivanti dalle zone di conflitto (definite in gergo RCZ). Quanto ai tempi di un eventuale intervento, il capo dell'Eliseo si è limitato ad affermare: "Ci sono decisioni che prenderemo quando lo riterremo più utile ed efficace".

Con ogni probabilità saranno solo obiettivi militari e, posto che si sappia davvero dove sono, i depositi di armi chimiche.

La tensione cresce e l'ipotesi di un attacco congiunto, che vede schierati Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, prende sempre più corpo. Lo ha comunicato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert.

"Noi non possiamo, purtroppo, escludere nessuna possibilita'", ha aggiunto il diplomatico russo parlando con i giornalisti dopo una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Guterres ha sottolineato la propria "rabbia per le notizie di nuovi utilizzi di armi chimiche" in Siria.