Siria: la Russia avverte. Può esserci guerra con Usa

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Mercoledì il capo del Pentagono, il generale quattro stelle Jim Mattis, ha fatto sapere ai giornalisti di aver annullato tutti gli impegni in agenda, perché lavorerà con i suoi uomini per preparare opzioni militari da mettere sul tavolo dello Studio Ovale. E' la prima risposta di Mosca al tweet di Donald Trump per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo.

L'ambasciatore di Mosca in Libano, Alexander Zasypkin, ha sottolineato che "le forze russe affronteranno qualsiasi aggressione degli Stati Uniti contro la Siria" e l'esercito russo si riserva il diritto di "abbattere i missili" e "distruggere le fonti di lancio" in caso di aggressione degli Stati Uniti contro la Siria. C'è stata infatti una partenza in ribasso per la Borsa di Tokyo per la tensione sulla Siria con la minaccia di una risposta militare USA al presunto attacco con armi chimiche a Douma. E l'Easa parla anche della "possibilità di un'interruzione intermittente delle apparecchiature di radionavigazione".

Una guerra fredda vera e propria, quindi, quella fra Donald Trump e la Russia. "Riceveremo all'incirca la stessa quantità di profitti in surplus, anche tenendo conto del fatto che dovremo rimborsare le obbligazioni e utilizzare le risorse del Fondo Sovrano Nazionale" ha detto in onda sul canale Rossiya 24.

Intanto Trump ha cancellato la sua prevista partecipazione all'ottavo summit delle Americhe a Lima nel fine settimana e la visita a Bogotà per "restare negli Usa a sovrintendere alla risposta americana alla Siria e monitorare gli sviluppi nel mondo".

In attesa delle decisioni e delle mosse di Trump, il fronte mediorientale è in pieno movimento, con l'incognita della reazione dei russi, che finora non hanno mai utilizzato i sistemi anti missile S-400. Due aerei da ricognizione russi Il-38 sono stati segnalati in uno spazio di mare molto affollato. Gli israeliani hanno spostato batterie anti-missile Iron Dome nella zona del Golan, dopo un raid aereo martedì (non rivendicato) su una base aerea siriana che ha provocato sette morti iraniani.

Quel "chi lo farà?" segna un grosso distacco tra la visione nazionalista trumpiana e questo richiamo pseudo-globalista repubblicano più classicheggiante: però non c'è da sottovalutare che per crearsi entrature tra i democratici del Senato, Pompeo deve muoversi su questo genere di terreno. Con Teheran che ha già avvisato che il blitz "non rimarrà senza risposta", alimentando ulteriori tensioni. Non solo sul suo affaire con la pornostar Stormy Daniels.