Cosa pensa il nuovo presidente della regione Lombardia sul Gay Pride

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Il Pride è una manifestazione che accoglie, integra e diffonde la cultura del rispetto per tutte e tutti. Ma Fontana ha già scelto da che parte stare, come ha deciso che cinque donne in giunta sono già abbastanza perché le donne non si impegnano abbastanza in politica e i lombardi non le votano, ma sono brave a fare segreteria: quanti stereotipi riesce a inanellare il presidente leghista in una sola intervista? "Io sono eterosessuale, ma non è che faccio una manifestazione per accreditare la mia eterosessualità". "Lo rifaremo - ha soggiunto - e non credo sia una scelta divisiva. E' nella Costituzione ed uno dei fondamenti della nostra civiltà".

"Il gay pride non è divisivo, è una manifestazione per i diritti che non toglie nulla a nessuno". Quelle elezioni politiche che hanno visto arrivare a Palazzo Madama un fedelissimo del neochirurgo bresciano quale Simone Pillon, divenuto subito noto per le sue dichiarazioni in merito a unioni civili e stregoneria.

"La sua e' una scelta antistorica, che vuole riportarci al medioevo del pregiudizio e della discriminazione". Nella stessa nota Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd, ha sottolineato: "Che molte candidate 'non abbiano una grande volontà di impegnarsi' e che lui sia 'un grande sostenitore dell'importanza delle donne' tanto che nella sua 'segreteria sono tutte donne (sic!)', sono frasi - afferma nella stessa nota Alessandro Alfieri, segretario regionale del partito - che fanno rabbrividire da quanto sono discriminatorie".