Morbillo: più medici per i vaccini

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"Per questo abbiamo pensato a un'azione di vaccinazione aperta anche a queste fasce generazionali per le quali stiamo immaginando anche un'esenzione ticket".

Al tavolo erano presenti i direttori Dipartimento prevenzione delle 9 Asp, i direttori del Servizio profilassi, le centrali operative del 118, il referente per il Biocontenimento e la Sicurezza sanitaria regionale Sergio Pintaldi, il responsabile del Dipartimento prevenzione dall'assessorato Antonio Leonardi e la dirigente regionale del Dasoe Maria Letizia Diliberti. L'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza traccia la direzione da seguire per arginare i rischi dell'epidemia di morbillo che ha colpito la Sicilia e in particolare la provincia di Catania, e che potrebbe creare pericoli nei soggetti già fragili. "Predisporemo un protocollo che sarà esteso a tutti i pronto soccorso dell'isola".

Sui tempi di adozione del piano straordinario l'assessore non dà una data certa ma afferma che darà notizia nei prossimi giorni dei contenuti del decreto attuativo. "Prendendo come riferimento i sei picchi epidemici che si sono verificati nel 2000, 2002, 2003, 2008, 2011, 2013 e 2017 - ha concluso Gallera - si nota, oltre al numero di casi concentrato nella fascia di età di offerta della vaccinazione, un progressivo spostamento in avanti dell'età relativa al tasso di incidenza più elevato: dai 5-9 anni del 2002 ai 30-34 dello scorso anno".

Sono 15 in tutto, in questo momento, i pazienti affetti da morbillo e ricoverati all'ospedale Garibaldi di Catania, dove la scorsa settimana un bimbo di 10 mesi è morto per complicanze legate alla malattia.

E a chi ha parlato di vero e proprio "caso Catania", l'assessore Razza risponde negando l'esistenza di tale ipotesi, spiegando di avere di fronte piuttosto una coda di epidemia regionale di centinaia di persone, cominciata un anno fa, così come verificatosi in altre parti d'Italia.

Razza ha escluso che ci possano essere dei problemi di gestione dei pazienti da parte degli ospedali ma ha sottolineato che "c'è una grande quantità di pazienti che possono prendere il morbillo, la maggior parte dei quali non può essere assistita a casa. Si tratta di fornire giuste linee guida e differenziare i pazienti che devono essere ricoverati e confinati da quelli che possono essere affidati ai medici di famiglia".

L'assessore regionale ha anche annunciato uno "screening di tutto il personale sanitario affinché gli ospedali, che sono luoghi di cura, non diventino luoghi di trasmissione".

Le Asp dovranno farsi carico anche della verifica dello screening, obbligatorio per legge, del personale che lavora nelle scuole.