Lagarde bacchetta Trump e la Cina: no dazi, ma serve equilibrio

Regolare Commento Stampare

Christine Lagarde, "no al protezionismo": messaggio forte e chiaro dal Fondo Monetario Internazionale per bocca del suo direttore generale. Christine Lagarde ha poi affrontato l'allarme debito, che tra pubblico e privato ha raggiunto a livello globale la quota record di 164 mila miliardi di dollari: "Un indebitamento elevato rende governi, aziende, famiglie più vulnerabili a una stretta delle condizioni finanziarie".

Senza nominarlo, ma con il pensiero evidentemente rivolto al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che è ai ferri corti con la Cina, Lagarde ha ammonito i governi a "evitare il protezionismo in tutte le sue forme".

Il sistema di scambi globalizzato che ha trasformato il mondo nell'ultima generazione rischia di essere completamente smantellato dalla recente svolta in senso protezionistico delle politiche commerciali. "Questo sarebbe imperdonabile, un fallimento collettivo". "Le riforme necessarie sono spesso spesso politicamente difficili, ma sono più efficaci e facili da attuare quando le economie crescono".

Nel mese di gennaio, il Fondo Monetario ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita dell'economia mondiale al 3,9% per il 2018 e il 2019. La direttrice dell'FMI cita quindi Henri Matisse, ricordando che "la creatività richiede coraggio", riferendosi alle scelte che la politica si trova davanti.

Agenpress - I dazi "potrebbero aiutare ad affrontare gli squilibri globali riducendo la dinamica della spesa pubblica e aumentando le entrate fiscali", ma non sono la "strada migliore" per affrontare gli squilibri commerciali. "Ci sono "pratiche commerciali scorrette da eliminare - continua la Lagarde - in generale si tratta di squilibri bilaterali che sono uno spaccato della divisione del lavoro fra le economie".

"Ogni paese ha la responsabilità' di migliorare il sistema commerciale guardando alle sue pratiche e impegnandosi a un contesto normativo in cui tutti rispettano le regole".