Don Mazzi: "Fabrizio Corona si sente la divinità di se stesso"

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La decisione a sorpresa della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha stabilito che il denaro trovato in parte in Austria e in parte in un controsoffitto, era stato "lecitamente guadagnato".

Il Tribunale di Milano ha disposto la restituzione di quasi 2 milioni di euro sequestrati a Fabrizio Corona su un totale di 2,6 milioni trovati in Austria e in un controsoffitto: "Le somme sono state guadagnate lecitamente". "Questa sentenza - hanno tenuto a sottolineare i legali - è per noi motivo di grande soddisfazione, anche se non si puà dimenticare il sofferto percorso di Corona che per questa vicenda ha trascorso 16 mesi in carcere". Per Corona però non sono arrivate solo buone notizie: gli stessi giudici hanno infatti disposto la confisca della sua casa in zona corso Como, a Milano, anch'essa sequestrata dalla guardia di finanza nel novembre del 2016 e del valore di circa 2,5 milioni di euro. Coglie così l'occasione per commentare alcuni dei personaggi che ha cercato di aiutare nella sua comunità.

Giudici, abile a guadagnare anche dalla sua carcerazione - "L'abilità di Fabrizio Corona è stata tale da comprendere lo sfruttamento commerciale dello stesso stato detentivo cominciato nel gennaio 2013, tramite l'alimentazione di una serie di interviste, servizi tv, presenze sui social, pubblicazione di libri di memorie e avviamento di progetti anche meno convenzionali e più fantasiosi, come il lancio di un prosecco". E' stata respinta, però, la richiesta di aggravamento della misura della sorveglianza speciale per l'ex 'fotografo dei vip' in quanto non è stato ritenuto attualmente socialmente pericoloso. Quei soldi, ad ogni modo, come precisato nel provvedimento, dovranno tornare alla Fenice srl "in liquidazione" e alla Atena srl, le due società "riconducibili" all'ex agente fotografico.

"Una perdita di tempo", così Don Mazzi definisce Fabrizo Corona dopo aver provato ad aiutarlo nella sua comunità Exodus.