Nuovi scontri a Gaza, 2 morti e 150 feriti

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Oggi stesso, anche l'ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha esortato le autorità israeliane, affinché le forze di sicurezza dello Stato ebraico, non usino "forza eccessiva" nei confronti dei manifestanti palestinesi. I feriti sono oltre un migliaio. Che poi se proprio i palestinesi volevano fare una protesta contro chi li affama veramente l'avrebbero dovuta fare lungo il confine con l'Egitto visto che proprio l'Egitto blocca qualsiasi cosa e persona da e verso Gaza mentre da Israele ogni giorno entrano tonnellate di aiuti umanitari, benzina, energia elettrica e cure mediche. Chi risponderà di questa ennesima vittima innocente la cui unica colpa era quella di raccontare fatti ed eventi nella Striscia di Gaza?

Parole come 'scontri', 'battaglia' o 'guerriglia' non forniscono una precisa chiave di lettura degli eventi. Da qui, i morti e i feriti. In questi giorni i palestinesi hanno manifestato e sono stati duramente repressi dalle forze armate istraeliane. Al termine della preghiera del venerdì, nel campo profughi "al Masira" di Khan Younes, nella Striscia di Gaza, durante il suo sermone, l'imam ha invitato i fedeli a "combattere per difendere la nostra terra e le nostre rivendicazioni legittime e andare avanti fino alla liberazione di tutta la Palestina". In tal caso, infatti, l'esercito "reagirà anche nel profondo della Striscia per impedire che si verifichino simili atti e che si trasformino in manifestazioni a cadenza settimanale". Si stima che più di 10 mila gomme siano state incendiate.

Non accenna a placarsi dunque la spirale di violenza cominciata venerdì scorso in occasione della "Marcia per il ritorno" organizzata da Hamas per l'anniversario dell'esproprio da parte del governo israeliano di terre di proprietà araba in Galilea: negli scontri avevano perso la vita 19 palestinesi.