Vaccini: da Piemonte a Toscana, i no a bimbi in classe

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Dopo i primi divieti in Toscana, è il Piemonte a registrare l'ennesimo caso di bimbo rimandato a casa perché sprovvisto delle vaccinazioni previste.

Al rientro dalle vacanze hanno accompagnato la figlia di due anni all'asilo nido, ma quando sono arrivati c'erano due vigili urbani ad attenderli all'ingresso. "Abbiamo chiesto di fare gli esami per verificare che non abbia intolleranze ai farmaci, ma non ci hanno ancora risposto", ha raccontato Giustetto a Repubblica.it. Immediata la replica del primo cittadino. "Da parte nostra, saremo accanto alle famiglie, ai bambini in particolare, e monitoreremo con attenzione quando accade in questa fase, valutando le prossime azioni da mettere in atto". "Qualcuno dovrebbe poi spiegare che differenza c'è, in termini sanitari, tra un bambino non vaccinato che viene escluso, e un bambino non vaccinato ma che può andare regolarmente a scuola perché ha un colloquio fissato tra tre mesi - conclude il rappresentante del Cliva -".

Intanto l'immunologo Roberto Burioni, noto per i suoi interventi sui social media contro la disinformazione in materia di vaccini, è intervenuto su facebook: "Tenere fuori una bambina non vaccinata dalla scuola materna è una scelta dolorosa, ma necessaria per garantire la sicurezza degli altri".

In un caso, a Villafranca d'Asti, i genitori di un bimbo avrebbero ricevuto una lettera del preside con la richiesta della documentazione vaccinale; in un altro, ad Alessandria, un bimbo sarebbe stato invece rimandato direttamente a casa. Il provvedimento scatta lunedì prossimo. Una situazione "a macchia di leopardo", come spiegano i comitati toscani. Sospensioni anche ad Arezzo e Carrara. Ieri otto bimbi non sono stati ammessi in aula a Prato e tre in alcuni nidi comunali a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa.

Cinque sono iscritti alla scuola materna, due all'asilo nido e uno allo spazio gioco.