Expo, prosciolto sindaco di Milano Sala

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Sala era accusato di aver affidato direttamente e senza gara, in qualità di amministratore delegato di Expo, alla Mantovani spa la fornitura di 6mila alberi per arredare il sito espositivo. Lo ha deciso il giudice dell'udienza preliminare Giovanna Campanile. Tutti gli altri 5 imputati, invece, sono stati rinviato a giudizio. Così facendo, sostiene l'accusa, Sala avrebbe violato una serie di norme del codice degli appalti determinando un "ingiusto vantaggio patrimoniale" alla Mantovani. "Si è stabilita la verità storica sulla vicenda e su come è andata Expo, che è stato un grande successo per l'Italia".

"Eravamo partiti - ha chiarito il difensore - con la Procura generale che contestava l'ipotesi di reato solo a Paris, poi anche al coimputato Sala e poi nella scorsa udienza per l'ennesima volta ha fatto un'ulteriore modifica".

Expo, Sala prosciolto da abuso d'ufficio: per il gup di Milano, "il fatto non sussiste".

Mentre con questa decisione si conferma la legittimità dell'affidamento senza gara alla Mantovani, rimane per Sala un altro processo Expo, l'ultimo che lo vede come imputato: quello dell'accusa di "falso materiale e ideologico" per la retrodatazione di 13 giorni del documento che il 30 maggio con il quale cambiò due dei componenti della commissione di gara ritenuti incompatibili, senza dover rifare l'intera procedura che altrimenti avrebbe rischiato di far saltare il cronoprogramma. Queste le prime parole con cui il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato con il suo avvocato la decisione del gup.

Il discorso portato avanti per tre ore dagli avvocati di Sala Salvatore Scuto e Stefano Nespour, ha convinto il gup che l'affidamento diretto è stata una mossa obbligata per rimanere in linea con il crono programma dei lavori. Adesso dovranno decidere se aprire o no un procedimento.