Scandalo Facebook, Zuckerberg confessa: "E' anche colpa mia"

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Il social network è stato accusato, nei giorni scorsi, di non aver impedito che Cambridge Analytica potesse mettere le mani sui dati di 50 milioni di utenti che sono stati utilizzati per profilare la campagna pubblicitaria pro Trump per le presidenziali del 2016. Proprio per il nostro Paese oggi si parla di una misura preventiva destinata a far discutere molto prossimamente, visto che l'ipotesi di una Class Action contro il popolare social network a questo punto pare non essere campata in aria, almeno stando alle novità trapelate oggi 22 marzo per il pubblico. Del Codice della Privacy (Trattamento illecito di dati) e dall'art. 169. Infine, in Italia, l'Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), ha inviato a Facebook una richiesta di informazioni circa l'impiego di dati per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi. Soprattutto, app come quella di Kogan che non possono piu' chiedere dati sugli amici di una persona a meno che questi non autorizzino l'app a farlo.

Che fine fanno tutti i dati personali che inseriamo su Facebook? "Quello che vogliamo assicurarci è che non ci siano altri casi come Cambridge Analytica". Ora abbiamo la responsabilità di assicurarci che questo non accada più. "Non è che ogni processo di per sé porta sempre a scoprire ogni singola cosa" ma senz'altro cercherà di intimidire gli sviluppatori che intendono "fare cose cattive" e a capire quali dati sono stati abusati. Da quando il caso è scoppiato, Zuckerberg si è trovato a dover affrontare diverse problematiche: azioni in caduta libera e utenti che hanno scelto di cancellarsi da Facebook. Facebook precisa quindi che se troverà sviluppatori che usano o hanno usato in modo improprio informazioni personali, oltre a vietare la app informerà tutti quelli che l'hanno scaricata o utilizzata.

Questa pratica, perfettamente legale, era stata affidata da Mark Zuckerberg e Facebook a Aleksandr Kogan, un ricercatore dell'Università di Cambridge, che sviluppò una particolare app per la gestione delle attività degli utenti sui social.

Per modificare le impostazioni ed eventualmente revocare le autorizzazioni è sufficiente andare nel proprio pannello di controllo alla voce "App" dove comparirà l'elenco di tutte le applicazioni che sono collegate al nostro account Facebook (tra cui ovviamente anche i giochi, ma non solo). Sono deciso nel fare cio' che serve per proteggere la nostra comunita'.

Ma la storia non finisce qui: secondo un'inchiesta del Guardian, Cambridge Analytica avrebbe avuto un ruolo anche durante il periodo del referendum a proposito della Brexit, cercando di convincere gli elettori a votare per il leave (sebbene nemmeno in questo caso siamo in possesso di prove certe e concrete). Se qualcuno non usa un'app per tre mesi, disattiveremo la possibilità di accedere alle informazioni da parte dell'app.