Cambridge Analytica, ok a perquisizioni in sede

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Non si ferma la protesta in rete e il boicottaggio di Facebook dopo lo scandalo dei suoi 50 milioni di profili usati impropriamente da Cambridge Analytica e guadagna adesso anche nomi "illustri" che possono grazie al loro seguito influenzare le scelte di molti altri. Si tratta pur sempre di una piattaforma di proprietà di Mark Zuckerberg, che Musk e le sue aziende usano in abbondanza. In un caso, lo scorso martedì, la risposta del visionario imprenditore per cui Marte è la prossima frontiera, era stata "Cos'è Facebook?", come a lasciar intendere una presa di distanza dal social network al centro della bufera.

Elon Musk nei giorni scorsi ha cancellato le pagine di Tesla Motors e Space X da Facebook.

Dopo che si è scatenato il polverone mediatico qualche utente Twitter ha chiesto a Musk di chiudere le pagine Facebook.

E da oggi i profili ufficiali di Elon Musk non sono più attivi. Dopo che anche il co-fondatore di WhatsApp (che ha lasciato la società nel 2017) ha aderito a questo movimento spontaneo, le cose si sono fatte serie per il social-network di Mark Zuckerberg. Il magistrato britannico ha dunque concesso il via libera all'authority britannica per la protezione dei dati personali a effettuare controlli sui server e negli archivi della società di consulenza politica.