Bacio tra Di Maio e Salvini, il murales che "scandalizza" il Parlamento

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La conferma sembra arrivare poco dopo da Di Maio: i 5 Stelle sono disponibili a votare Bernini o un profilo simile, twitta il capo di M5s. "Aspettiamo di conoscere i nomi".

Le diffidenze e i sospetti reciproci, finora raccontati solo nei retroscena giornalistici, esplodono platealmente mentre è in corso la seconda votazione per il presidente del Senato.

Berlusconi ha cercato di fermare l'iniziativa leghista, senza riuscirci. Ma la vera questione, al momento, è la risoluzione del rebus del Centrodestra, intricato almeno quanto il toto-nomine alle presidenze delle Camere: in serata, Berlusconi ha tentato il richiamo all'ordine con un vertice-lampo a Palazzo Grazioli (dove ha ricevuto anche Bernini e addirittura Umberto Bossi), al termine del quale però è uscito lo stesso nome proposto dal principio, quello di Paolo Romani. Una donna si è qualificata come la mamma della lavoratrice e ha accusato Matteo Salvini di aver chiesto il licenziamento della figlia. Ma il vero interrogativo per un paio d'ore è stato un altro. Senza neanche i voti di Forza Italia. Ma c'è il veto su Paolo Romani, e ci devono essere "garanzie che voteranno il nostro alla Camera". "La scelta della Lega, che ha rinunciato ad ogni presidenza e ha indicato la senatrice Bernini di Forza Italia - aggiunge - rappresenta un coraggioso e generoso aiuto alla coalizione per evitare brutti scherzi ed uscire dallo stallo, e un segnale all'Italia perché il Parlamento cominci a lavorare il prima possibile". Sembra davvero un colpo duro all'idea stessa di coalizione.

"E' del tutto evidente che sono indisponibile ad essere il candidato di altri senza il sostegno del presidente Berlusconi e del mio partito", scrive la senatrice in un tweet, ribadendo quindi la sua intenzione di rimanere federe a B. e rompendo lo schema tattico proposto in giornata dalla Lega di Salvini nel tentativo di trovare un accordo con il M5S. Lo ha affermato la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che si è detta "disponibile a un nuovo incontro nella speranza che ci sia ancora un margine per ricomporre la coalizione". Nessuna speranza che possa convincersi su Romani e tantomeno sull'ipotesi di un dialogo con Berlusconi.

Al Senato presiede la seduta il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, senatore a vita e il più anziano del'emiciclo (nella foto in apertura).

I numeri ci sono, un Governo Lega-M5s navigherebbe in acque tranquille sia alla Camera che al Senato.