Allarme Codacons: i cellulari causano il cancro

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"Sebbene l'evidenza sia quella di un agente cancerogeno di bassa potenza - ribadisce la ricercatrice - il numero di esposti è di miliardi di persone, e quindi si tratta di un enorme problema di salute pubblica, dato che molte migliaia potrebbero essere le persone suscettibili a danni biologici da radiofrequenze". Queste radiazioni sono dette non ionizzanti, cioè sono al di sotto del milione di GHz (Giga Hertz, cioè un miliardo di Hertz).

In uno studio del 2011 pubblicato da JAMA (Nora Volkow, MD) è stato posizionato un cellulare attivato o disattivato vicino all'orecchio di 47 partecipanti, il risultato è stato il riscontro di un aumento del metabolismo di glucosio nei soggetti esposti per 50 minuti ai dispositivi accesi nelle regioni encefaliche più vicine all'antenna.

Una ricerca italiana e una americana hanno confermato che le radiazioni a radiofrequenza emesse da cellulari e ripetitori per la telefonia mobile causano il cancro. L'iperplasia delle cellule di Schwann invece è stata riscontrata sia nei ratti maschi che femmine.

Un tipo di studio, questo del Ramazzini, che è stato definito "shock" per le conclusioni cui è giunto, ma a leggere le modalità in cui è stata svolta la ricerca è scioccante soprattutto come è stato condotta, calcolando tra l'altro che nemmeno si sa ancora bene come i risultati possano essere applicati agli uomini. Scoprendo aumenti statisticamente significativi nell'incidenza di tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all'intensità di campo più alta (50 V/m).

Annunciando un esposto alla Procura di Milano sulla vicenda, il Codacons sottolinea che "la cosa che fa preoccupare è che tutti i livelli di esposizione usati in questo studio sono inferiori al limite statunitense per la massima esposizione concessa alla popolazione".

Nello studio italiano circa 2.500 ratti "Sprague-Dawley" sono stati esposti a radiazioni GSM con una frequenza di 1.8 Ghz, quella delle antenne per la telefonia mobile. "Il nostro studio conferma e rafforza i risultati del National Toxicologic Program americano; non può infatti essere dovuta al caso l'osservazione di un aumento dello stesso tipo di tumori, peraltro rari, a migliaia di chilometri di distanza, in ratti dello stesso ceppo trattati con le stesse radiofrequenze". Inoltre i nostri dati rafforzano la richiesta di adottare precauzioni di base a livello globale. Semplici misure sugli apparecchi, come un auricolare a molla incorporato nel telefono, oppure segnalazioni di pericolo sia nelle istruzioni che nella confezione di acquisto affinché l'apparecchio venga tenuto lontano dal corpo, e altre misure tecnologiche potrebbero costituire una prima misura urgente per correre ai ripari. In questi anni Abbiamo visto che spesso la gente nonostante le rassicurazioni da parte degli enti di controllo è sempre più preoccupata dei livelli di elettromagnetismo che si possono raggiungere dentro le case.

Quindi l'appello del Ramazzini: "L'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) deve rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili cancerogeni, per definirle probabili cancerogeni".

"Siamo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che i telefoni cellulari e la tecnologia wireless non diventino il prossimo tabacco o il prossimo amianto, cioe' rischi conosciuti e ignorati per decenni", afferma Fiorella Belpoggi, direttrice dell'area ricerca dell'istituto Ramazzini.