Al cinema Hitler contro Picasso e gli altri

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L'ossessione nazista per l'arte è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD ed è distribuito nell'ambito del progetto della Grande Arte al Cinema con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it e ARTE.IT. L'evento al cinema è patrocinato dalla Comunità Ebraica di Milano. La struttura è quella classica del documentario, ma con la voce narrante di Toni Servillo, vincitore del premio Oscar per il film "La Grande Bellezza". Ottant'anni fa, l'arte nelle mani naziste si era trasformata in strumento offensivo, diretto a colpire in particolare i galleristi e i collezionisti ebrei che pur di salvare sé stessi e i propri cari, erano costretti a svendere le proprie collezioni private per pochi soldi. Le parole di Toni Servillo si intrecceranno con interviste e testimonianze esclusive.

"Un altro aspetto che emerge dalla visione del documentario Hitler Contro Picasso E Gli Altri" è il rapporto tra arte e nazismo, illustrato come Hitler e i suoi generali riuscirono ad appropriarsi di sterminate collezioni d'arte che riguardavano la cosiddetta "arte degenerativa". Il Fürer aveva un forte controllo sull'arte e l'estetica della nazione e mirava a dividere il bello dal brutto, ciò che andava ammirato da quelle forme espressive che meritavano solo disprezzo.

Si parte da "21 rue La Boétie", la mostra parigina nata dalla volontà di esporre parte di un prezioso patrimonio recuperato, la collezione di Paul Rosenberg, uno dei più grandi collezionisti e mercanti d'arte di inizio '900, con quadri da Picasso a Matisse; e si passa a "Looted Art", alla mostra di Deventer, in Olanda, che espone i quadri provenienti dai depositi statali olandesi e dalle collezioni razziate dai nazisti; si esplora poi "Dossier Gurlitt", la doppia esposizione di Berna e Bonn che per la prima volta espone la collezione segreta di Cornelius Gurlitt, figlio di uno dei collezionisti e mercanti d'arte che collaborarono coi nazisti, fermato per caso dalla polizia doganale su un treno per Monaco nel 2010. Picasso rispose: "No, è opera vostra".

Ancora oggi in giro per Londra si leggono scritte "Clapton è Dio", a riprova del fatto che questo eroe della chitarra è stato capace di rappresentare una delle figure più iconiche della storia della musica. "Un artista è un politico attento agli eventi strazianti, ardenti o dolci del mondo" dirà Picasso nel 1945, "la pittura non è fatta per decorare appartamenti".