Via libera alle trivelle in Adriatico, ma Cattolica non ci sta

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Il Consiglio di Stato, respingendo i ricorsi presentati dalla Regione Abruzzo e della Regione Puglia e di altri enti contro il ministero dell'Ambiente e la società Spectrum Geo Lfd, ha di fatto dato il via libera alle attività di trivellazione, cioè di prospezione e ricerca di gas al largo della costa adriatica, dall'Emilia Romagna fino alla Puglia. In premessa la decisione, dunque: l'ennesima pronunciata in materia.

Adesso il Consiglio di Stato, come riportato da Repubblica, con alcune sentenze rese note tra il 28 febbraio e l'8 marzo ha respinto definitivamente i ricorsi di Abruzzo e Puglia, consentendo la trivellazione e la ricerca di gas praticamente in tutto il mar Adriatico, dall'Emilia-Romagna alla Puglia.

La decisione del Consiglio di Stato ribadisce quella espressa nel 2016 dal Tar della Lazio e a sua volta impugnata dalla Regione Puglia. A nulla sono valse anche le ragioni e i rischi paventati dalle regioni sulla tecnica 'air gun', che oltre a provocare onde sismiche avrebbero provocato anche la morte dei cetacei, oltre ai danni ingenti alla flora e alla fauna marina. Inoltre occorre urgentemente fermare tutte le richieste non ancora autorizzate di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi non solo per tutelare la pesca ma anche per preservare i nostri gioielli del turismo green: "le cosiddette precauzioni adottate dal Ministero dell'Ambiente sanno di beffa per quanto sono ridicole".

Secondo i giudici però i motivi dei ricorsi "sono in parte infondati e in parte inammissibili". E così l'ombra delle trivelle torna a incombere sulle acque della Puglia, dal Gargano al Salento.

Il Coordinamento Trivelle Zero Molise esprime forte delusione e preoccupazione per la sentenza del Consiglio di Stato. In verità resta più di un nodo, che sulla carta dovrebbe essere sciolto, peraltro, entro la fine del mese, con la relazione a cura del Gruppo tecnico chiamato dal Mise ad esprimere un supplemento di valutazione circa le indagini geofisiche relative alle prospezioni finalizzate alla ricerca nel settore degli idrocarburi. Non ci sarebbero insomma abbastanza elementi per sostenere che l'air gun sia pericoloso.

Obiettivo? "Avere un quadro degli effetti cumulativi delle attività petrolifere in corso, visto che la nostra regione continua a far gola alle società petrolifere", spiega Tarantini.