Morto Beggio, storico presidente dell'Aprilia: scoprì Biaggi e Valentino

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L'ingegnere era da tempo malato, non è stata ancora stabilita la data dei funerali.

Ivano Beggio era storicamente legato dell'Aprilia, che confluì nel 2004 nel Gruppo Piaggio ma di cui lui restò presidente onorario fino al 2006.

Beggio fu molto di più, testimonial della rinascita della moto italiana, perché nel 1969 ereditò dal padre una piccola azienda del settore, come ce n'erano tante in Italia in quegli anni, e la portò nell'iperspazio: quando nel 1998 fu insignito del titolo di "Cavaliere del lavoro", nella motivazione si poteva leggere che aveva portato l'Aprilia a "elevatissimi livelli di innovazione tecnologico-produttiva". Centinaia i successi in pista con la sua Aprilia. Dopo una lunga malattia Ivano Beggio si è spento questa notte all'età di 73 anni. In seguito divenne Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. L'imprenditore, che abitava ad Asolo, lascia la moglie, Tina, e il figlio Gianluca.

"Ha perso l'ultima corsa, ma per tutta la sua vita è stato un vincente". "Mentre le produzioni da strada, moto e scooter, hanno segnato un'epoca, per le due ruote in assoluto, per il motociclismo sportivo ma, più in generale, per l'imprenditoria veneta, che trovò in lui un capitano d'industria appassionato e indomabile, al punto di sfidare sul mercato i vari colossi giapponesi". Durante la sua gestione ha coltivato il talento di tanti campioni, da Valentino Rossi a Loris Capirossi, da Max Biaggi a Marco Melandri, passando per Alessandro Gramigni e Roberto Locatelli. "Proprio domenica prossima - conclude Zaia - si corre in Qatar il primo Moto Gp del 2018".